venerdì 11 aprile 2014

PRIMO LEVI

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi, 31.7.1919 - 11.4.1987
Nato a Torino il 31 luglio 1919, morto a Torino l'11 aprile 1987, laureato in chimica, scrittore.
anpi.it



Il fascismo non era soltanto un malgoverno buffonesco e improvvido, ma il negatore della giustizia; non aveva soltanto trascinato l’Italia in una guerra ingiusta ed infausta, ma era sorto e si era consolidato come custode di una legalità e di un ordine detestabili, fondati sulla costrizione di chi lavora, sul profitto incontrollato di chi sfrutta il lavoro altrui, sul silenzio imposto a chi pensa e non vuol essere servo, sulla menzogna sistematica e calcolata
Primo Levi
A dieci anni dalla sua morte, e in concomitanza con l’uscita del film di Rosi “La tregua” l’attenzione si è focalizzata sulla figura di Primo Levi. E questa è una cosa buona perché un approfondimento della...
silvanacalvo.ch