sabato 12 aprile 2014

L’importanza del dire “No” – Appunti di una psicomotricista

 Stefania Bonomo, psicomotricista professionale

BRUGHERIO, MONZA, BRIANZA – Attorno ai due anni i bambini attraversano un’importante tappa del loro sviluppo psicologico che lo psichiatra infantile Spitz ha definito fase del “terzo organizzatore psichico” o “fase del No”. Il No sancisce la completa separazione dall’adulto che viene riconosciuto come una persona diversa da sè; è così che il nostro bambino vuole dimostrarci la propria personalità in contrapposizione alla nostra.
È proprio da noi adulti che il bambino scopre il significato del No: soprattutto dopo i due anni diventa fondamentale che ogni genitore, nella massima coerenza, impari a presentare dei limiti al proprio bambino, delineando con fermezza ciò che è possibile o non è lecito fare. Se non sarà presente coerenza il nostro bambino vivrà in continua tensione, non sapendo mai se le proprie speranze saranno o meno soddisfatte. Imparare a porre dei limiti e a dire No è molto importante per il suo sviluppo: la riluttanza di un genitore a porsi con fermezza potrà infatti generare in lui grandi problematiche.
Un bambino abituato ad averla sempre vinta non imparerà mai a scendere a compromessi, vivendo con difficoltà il confronto con i pari e non riuscendo a stabilire con essi un rapporto di condivisione. Difendere sempre e indiscriminatamente il nostro bambino potrà rivelarsi dannoso poichè così facendo gli rimanderemo un messaggio ambiguo rispetto alla correttezza delle proprie azioni; non sentendosi compreso e non trovando nell’adulto una persona che lo possa aiutare a gestire i propri sentimenti il piccolo cercherà di gestirli autonomamente e non sempre in maniera corretta.
I limiti sono perciò estremamente importanti per la crescita di ogni bambino: essi non sono infatti soltanto delle restrizioni ma anche confini entro i quali potrà sentirsi al sicuro. Dovendo fare i conti con un limite il bambino imparerà a risolvere un conflitto e ad utilizzare le proprie risorse per affrontare le frustrazioni, apprendendo ad essere paziente e flessibile. La fermezza della mamma sarà molto importante al fine di offrirgli contenimento.
Tavolta di fronte ad un limite il nostro bambino potrà reagire con accessi di collera. Di fronte a queste manifestazioni sarà molto importante il nostro modo di porci: solo imparando a contare fino a dieci prima di agire e non facendoci trascinare all’interno del conflitto potremo offrire contenimento fisico e vocale attraverso la nostra presenza. Con il tempo il bambino imparerà a tradurre in parole le proprie emozioni inserendo un intervallo tra il sentimento e l’azione ed affrontando così le frustrazioni con maggiore serenità.
STEFANIA BONOMO  
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