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Lista d'attesa: pubblicata le nuove regole

Lista d'attesa: pubblicata le nuove regole: Il 24 agosto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del 26 giugno 2026 che adotta il Piano nazionale di Governo delle liste d'attesa. Strumenti e modalità organizzative che fanno apparire il Piano come un "libro dei sogni". Vediamo insieme cosa prevede il Piano e cosa possiamo aspettarci.
Allegati:
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‘Naza’ visto da Francesca Fornario

‘Naza’ visto da Francesca Fornario:

Ho visto Naza e pensavo sarebbe stato come averlo già visto.
Avevo infatti già letto e riletto tutti i rapporti di Breaking The Silence, l’associazione fondata da ex militari israeliani che raccoglie le confessioni dei soldati dell’Idf.
Avevo letto le inchieste di +972 sui programmi di intelligenza artificiale utilizzati per individuare gli obiettivi da bombardare, aspettando che tornassero a casa per uccidere con loro anche moglie e figli e tirar giù l’intero appartamento, l’intero palazzo, l’intero quartiere.
Avevo, soprattutto, sentito raccontare dai palestinesi delle case bombardate l’una dopo l’altra, dei bambini uccisi dai cecchini con un colpo alla testa o al cuore, degli affamati trucidati per divertimento ai punti di distribuzione del cibo.
Ma non avevo visto niente, avendo già letto decine di denunce.
Perché Naza non è un film su chi denuncia il genocidio, anche se i militari israeliani intervistati dicono esattamente questo: «Sì, certo che è un genocidio, certo! Sparavamo a tutti, anche ai bambini, alle donne. Anche se erano disarmati? Ma certo, certo, erano TUTTI disarmati! Credo di aver visto solo una volta un palestinese armato, ma ne abbiamo uccisi a centinaia ogni giorno…»
Naza non è nemmeno il film sul genocidio che avrebbero dovuto girare i palestinesi e che non avrebbe vinto premi se fossero stati i palestinesi a girarlo, no.
Naza non è un film su chi denuncia il genocidio. È un film su chi giustifica il Genocidio. Un film su chi lo normalizza. Un film su di noi.
Naza è un film sul mondo che continua a girare e a dare l’acqua alle piante e il cibo al cane e a stravaccarsi sul divano a fine giornata a guardare la tele mentre a pochi chilometri di distanza i divani esplodono con il resto delle case e i cani mangiano i cadaveri dei bambini. Un mondo che la macchina da presa sbircia di notte attraverso i vetri dei grattacieli di Tel Aviv, nelle case dove i soldati tornano a giocare alla play dopo aver distrutto le case di quelli che non conoscono e che non considerano.
«Stavamo bene. Eravamo contenti. Era divertente», spiegano i soldati.
In che senso? Uccidere era divertente? Anche i bambini? Anche se erano disarmati? Intere famiglie? «C’era uno psicologo. Volendo, potevamo andarci. Non ci andavamo perché stavamo bene». «Era divertente. Era come un videogame».
«C’era l’unità che combatteva contro il terrorismo e quella che combatteva contro la pace», racconta uno.
«Contro la pace». Contro la Corte Penale Internazionale, contro i giudici che denunciano i crimini di guerra.
«La mia era un’unità d’élite. Individuavamo i palazzi da far saltare in aria con tutte le famiglie che ci stavano dentro. Abbiamo distrutto interi quartieri. Abbiamo distrutto tutto il Nord della striscia perché non dovevano restare in piedi case alle quali tornare. Abbiamo dato fuoco ai ricordi, alle foto, ai libri, a tutto. Riempivamo le case di gas e davamo fuoco, oppure radunavamo i cuscini al centro del salone e davamo fuoco a quelli: la lana brucia bene, in un attimo andava a fuoco tutto l’appartamento… Era un’unità composta da giovani di sinistra, la mia. Ragazzi dell’alta borghesia di Tel Aviv… Noi non odiamo gli arabi. Lo facevamo perché andava fatto». I coloni, quelli matti, quelli che credono in un Dio storto e fanno cose strambe, tipo non lavarsi e riprodursi come conigli: quelli, forse odiano gli arabi. Ma noi giovani progressisti di sinistra no: noi facevamo quello che ci dicevano di fare e basta e poi ci fumavamo una sigaretta o tornavamo qui a fare l’aperitivo.
«Io l’ho chiesto al mio ufficiale: “Cosa ne pensi di quello che stiamo facendo qui?” E lui mi ha detto: “Che è giusto”. “Dici?” “Tu devi solo fidarti del sistema”».
Non serve odiare gli arabi per sterminarli o credere alla Terra Promessa per distruggere Gaza: basta che te lo chieda il sistema. Basta eseguire un ordine. Non serve farsi domande, non serve pensare di avere le risposte, basta fare, non serve domandarsi “perché”: «Facciamo quello che la società israeliana vuole che facciamo. Se ti dicono che devi radere al suolo Gaza, tu devi radere al suolo Gaza».
Stessi racconti dei Nazisti e dei fascisti, identici: stesse giustificazioni, stesso distacco, stesso pensare di meritarsi una medaglia, stessa capacità di tenere in braccio i figli dopo aver sterminato i figli degli altri: «Ho solo eseguito gli ordini», la stessa frase con la quale si sono giustificati i due gerarchi nazisti Hermann Göring e Adolf Eichmann.
«Io sono andato in Polonia a visitare i campi di concentramento e continuo a credere a credere che i nazisti fossero nazisti», dice un soldato che racconta di aver ammazzato centinaia di civili disarmati: «Solo, mi domando cosa sono io».
Naza non è un film sul fanatismo religioso. Non si parla mai della Bibbia o di di Dio.
È un film sulla banalità del male.
Un male compiuto per inerzia, conformismo, pigrizia mentale, apatia, tornaconto economico, per mantenere uno stile di vita agiato a scapito di popoli resi schiavi, proprio come gli stupri della bambine etiopi da parte dei soldati fascisti e che non erano percepiti dai carnefici come violenze perché erano stati legalizzati: normati per legge come la pulizia etnica dei palestinesi da parte dei governi israeliani.
Naza è un film sulla malattia dell’Occidente: pensare di essere nel giusto a prescindere, confondere il potere con il buon senso e la forza con la ragione, non interrogarsi sulle conseguenze delle proprie azioni, credere che sia qualcun altro a causare i problemi – qualche dittatore nordcoreano, qualche terrorista islamico con sette mogli velate – mica noi che facciamo affari con Israele; mica noi che ci facciamo comandare militarmente da uno che manda la polizia in strada a sparare in faccia alla gente, uno che bombarda mezzo mondo e di preferenza le scuole con le bambine dentro ma vuole il Nobel per la Pace, uno che rapisce i capi di stato per accaparrarsi le riserve petrolifere di un altro paese; mica noi che il massimo dell’idea dell’assumerci le nostre responsabilità che abbiamo è fare governi di larghe intese.
Naza è un film su di noi che ci voltiamo dall’altra parte perché ci fidiamo del sistema in quanto è il sistema invece di combatterlo in quanto è ingiusto.
Correte a vederlo e teniamoci stretti.

Redazione Italia

La guerra alla droga nasconde il vuoto dell’Occidente

La guerra alla droga nasconde il vuoto dell’Occidente:

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La guerra alla droga colpisce soprattutto l'offerta mentre lascia in ombra dipendenze, disagio e disgregazione sociale. Lo stesso vuoto riemerge davanti alla guerra: società individualizzate possono difendere ciò che sentono proprio, ma faticano a credere alle mobilitazioni imposte dall'alto.

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Disagio giovanile, Regione Lombardia rafforza #UP con 2 milioni

Disagio giovanile, Regione Lombardia rafforza #UP con 2 milioni:

Regione Lombardia rafforza la sua misura #Up per contrastare il disagio giovanile. La Giunta, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha approvato la delibera che destina nuove risorse ad ‘#UP – Percorsi per crescere alla grande‘. La misura è rivolta a preadolescenti, adolescenti e giovani in condizione di disagio e alle loro famiglie, con un’ulteriore integrazione di 2 milioni di euro.
Il programma, avviato nel 2022 e rifinanziato nel 2025, prevede percorsi personalizzati attraverso l’erogazione di voucher.

Con #UP più risorse contro il disagio giovanile

Le nuove risorse, a valere sul Programma regionale FSE+ 2021-2027, ammontano a 2 milioni di euro e consentiranno di rafforzare gli interventi su tutto il territorio regionale.

“Con questo ulteriore stanziamento di 2 milioni di euro l’intervento complessivo sarà di 13 milioni di euro. Tali risorse rappresentano un investimento volto a rafforzare la risposta di Regione Lombardia al disagio giovanile, mettendo al centro i ragazzi e le loro famiglie – ha dichiarato l’assessore Lucchini –. L’adolescenza è una fase delicata, nella quale possono emergere fragilità che, se intercettate tempestivamente, possono essere affrontate con strumenti adeguati. #UP ci permette di costruire percorsi personalizzati, flessibili e vicini ai bisogni di ciascun ragazzo”.

Con #UP la Lombardia pensa a giovani e famiglie

L'assessore regionale Elena Lucchini

Attraverso i voucher, i giovani possono accedere a interventi di natura psico-socioeducativa, tra cui colloqui, counselling, attività di contrasto alla dispersione scolastica e accompagnamento verso attività di inclusione sociale. L’obiettivo è offrire risposte flessibili e integrate e favorire processi di inclusione.

I destinatari diretti sono preadolescenti, adolescenti e giovani di età compresa tra gli 11 e i 25 anni in condizioni di disagio e le loro famiglie.

Un sostegno anche per i genitori

“Con #UP – ha spiegato Lucchini – non interveniamo soltanto sui ragazzi, ma sosteniamo anche i genitori. Una situazione di fragilità coinvolge spesso tutta la famiglia e richiede ascolto, accompagnamento e capacità di leggere precocemente i bisogni. Per questo vogliamo rafforzare l’integrazione tra i servizi sociali e sociosanitari e la loro capacità di prendere in carico tempestivamente le situazioni di difficoltà”.

Il contributo, a fondo perduto, viene erogato da Regione Lombardia alle Ats, che provvedono successivamente all’erogazione dei voucher ai destinatari. Le risorse integrative saranno assegnate alle Ats tenendo conto del valore dei voucher prenotati alla data del 15 ottobre 2026 e delle assegnazioni già effettuate.

Strumento concreto per intercettare precocemente il disagio

“Vogliamo quindi dare continuità a uno strumento concreto che consente di accompagnare i ragazzi nei momenti di maggiore difficoltà e di sostenere le loro famiglie – ha concluso l’assessore Lucchini –. Investire sulla prevenzione e sulla capacità di intercettare precocemente le fragilità significa dunque rafforzare le opportunità di inclusione sociale e accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita”.

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Il nuovo portale di Regione Lombardia diventa personale: ‘È tutto qui’

Il nuovo portale di Regione Lombardia diventa personale: ‘È tutto qui’:

Non un sito da consultare, ma uno spazio digitale da costruire attorno alle proprie esigenze. È questa la nuova dimensione del portale di Regione Lombardia completamente rinnovato e oggi arricchito dall’Area Personale, il punto di accesso attraverso il quale ogni cittadino può scegliere gli argomenti che gli interessano, salvare contenuti e servizi, organizzare le proprie raccolte e ricevere aggiornamenti sempre più mirati.

Un’evoluzione che da mercoledì 30 settembre sarà raccontata attraverso la campagna ‘È tutto qui‘, il claim scelto per presentare ai cittadini un modo nuovo, semplice e personalizzato di vivere la propria Regione.

Fontana: abbiamo reso più facile trovare ciò che serve davvero


“Abbiamo voluto ripensare il rapporto digitale tra Regione e cittadini – spiega il presidente Attilio Fontana – partendo da una domanda molto semplice: come possiamo rendere più facile trovare ciò che serve davvero? Il nuovo portale va in questa direzione: mette ordine, rende più immediata la ricerca e, con l’Area Personale, permette a ciascuno di costruire il proprio spazio, scegliendo ciò che vuole seguire e ritrovando più facilmente servizi e informazioni“.

“È un ulteriore passo nel percorso di una Regione sempre più vicina ai cittadini – conclude Fontana – anche attraverso gli strumenti digitali”.

Dal nuovo portale all’esperienza personale

Il nuovo portale della Regione Lombardia, già presentato nei mesi scorsi, è stato completamente riprogettato per rendere la navigazione più semplice, rapida e intuitiva. La nuova homepage mette in evidenza un motore di ricerca più rapido e intelligente, capace di accompagnare l’utente nella ricerca delle informazioni all’interno del Portale e dei principali siti regionali. I contenuti sono organizzati per argomenti e i servizi più utilizzati sono più facilmente raggiungibili.

Anche l’informazione istituzionale trova uno spazio dedicato con Lombardia Notizie, che porta direttamente nella homepage del portale le tre notizie più rilevanti della giornata. Il cambiamento più significativo riguarda il rapporto tra il cittadino e il portale: non è più soltanto l’utente a cercare le informazioni, ma è il portale che può organizzarsi attorno agli interessi di chi lo utilizza.

L’area personale: il tuo spazio, i tuoi interessi

Attraverso la nuova Area Personale ogni cittadino può costruire il proprio spazio digitale all’interno del portale di Regione Lombardia

L’Area Personale è lo spazio digitale dedicato ai cittadini all’interno del nuovo portale. Attraverso l’accesso con identità digitale (Spid, Cns, Cie), ciascun utente può definire le proprie preferenze e creare un ambiente personalizzato nel quale ritrovare contenuti, aggiornamenti e servizi di maggiore interesse. È possibile scegliere tra numerosi argomenti, dalla Sanità al Bollo auto, dall’Istruzione, formazione e lavoro alla Protezione civile, dall’Ambiente e territorio alla Cultura, turismo e sport, fino ad Agricoltura, imprese, infrastrutture, politiche sociali e abitative e alle informazioni istituzionali e di pubblica utilità.

L’utente può inoltre indicare il proprio ruolo e fino a due province di interesse, contribuendo a rendere ancora più mirata la selezione delle informazioni. Nell’Area Personale è possibile salvare contenuti e servizi tra i preferiti, organizzarli in raccolte personali e ritrovarli rapidamente. Si possono inoltre ricevere aggiornamenti e comunicazioni coerenti con le preferenze espresse. In questo modo il portale diventa progressivamente uno spazio diverso per ogni cittadino: ciascuno può decidere cosa seguire, cosa conservare e quali servizi avere più facilmente a disposizione.

Lombardia Informa diventa parte dell’area personale

In questo nuovo ecosistema digitale entra anche Lombardia Informa, che viene integrato nell’Area Personale. Il servizio, che conta oggi oltre 70.000 iscritti, continua a offrire notizie, aggiornamenti e approfondimenti sulle iniziative regionali, ma in un ambiente più ampio e integrato, nel quale le comunicazioni si affiancano alla possibilità di salvare contenuti e servizi e organizzare le proprie preferenze. Chi era già iscritto a Lombardia Informa dovrà effettuare una nuova registrazione per continuare a ricevere gli aggiornamenti. Nelle prossime settimane gli iscritti riceveranno comunicazioni dedicate con tutte le indicazioni necessarie per completare il passaggio.

‘È tutto qui’: dal 30 settembre la campagna

Attraverso la nuova Area Personale ogni cittadino può costruire il proprio spazio digitale all’interno del portale di Regione Lombardia

È proprio questa nuova esperienza il cuore della campagna ‘È tutto qui’, al via mercoledì 30 settembre 2026. Il messaggio è semplice: in un unico spazio il cittadino può trovare ciò che gli serve, seguire quello che gli interessa e costruire un’esperienza digitale su misura. Il claim accompagna così il percorso avviato con il nuovo portale e racconta il passaggio da una logica di semplice consultazione a una relazione digitale più personale e continuativa con Regione Lombardia.

Il nuovo portale non è quindi soltanto il luogo dove cercare un’informazione: diventa lo spazio nel quale raccogliere i propri interessi, ritrovare i servizi più utili e ricevere gli aggiornamenti che si è scelto di seguire.

L’8 novembre l’area personale esce dallo schermo

E per far conoscere ai cittadini questa nuova esperienza, domenica 8 novembre il portale esce dagli schermi di smartphone e computer per arrivare al Belvedere ‘Silvio Berlusconi‘, al 39° piano di Palazzo Lombardia. Dalle 10 alle 18, il Belvedere ospiterà un grande evento dedicato al nuovo portale, con installazioni interattive, attività e altre esperienze pensate per accompagnare i visitatori alla scoperta delle nuove funzionalità. Sarà un’occasione per vedere e sperimentare concretamente come funziona l’Area Personale e scoprire come costruire il proprio spazio digitale all’interno del portale di Regione Lombardia. Perché, anche quando si parla di tecnologia, il punto di partenza e quello di arrivo restano le persone. È tutto qui.

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Le logiche del colonialismo dentro la scuola

Le logiche del colonialismo dentro la scuola:

Intervista ad Angela Perna, maestra elementare del Movimento di Cooperazione Educativa di Bologna, sul decreto scuola appena approvato.

Prima di approfondire alcune questioni specifiche vorrei sottolineare che tutto ciò che è scritto nel decreto è già legge, quindi stiamo parlando un po’ di niente. Si richiamano modi di agire nella scuola che già esistono. Tutto quello che è scritto nel decreto serve semplicemente a polarizzare una questione vecchia come il mondo, che è quella tra ricchi e poveri, e a riportare dentro la scuola qualcosa che dalla scuola non è mai uscito, in realtà: le logiche del colonialismo.

Ci sono sempre persone che vengono da Paesi che sono stati oggetto di colonialismo, a cui i diritti si “concedono” con un percorso a ostacoli, e persone che di questi diritti godono per nascita. Una logica riproposta anche dal decreto appena approvato.

Cosa impara un insegnante in una classe con background diversi e cosa imparano i bambini e le bambine a vivere?

Si impara a vivere. Si impara a decentrarsi, a fare esperienza di come l’identità sia una continua costruzione dinamica che arricchisce il nostro percorso di vita; si impara il coraggio, la libertà e la bellezza di sperimentare la vita con tutte le contraddizioni, le fatiche e le scoperte.

Le classi “sbilanciate” sono spesso lo specchio di qualcos’altro — la concentrazione di famiglie straniere, o più povere, in certi quartieri, l’accesso alla casa, la segregazione abitativa. Il vero nodo del problema è nella scuola o altrove?

Oggi il funzionamento delle iscrizioni alla scuola dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado si basa sul principio della territorialità, governato dallo stradario. Questo principio fa sì che le aule diventino più o meno l’esatto specchio demografico del quartiere circostante e quindi ne ereditino e ne riflettano fedelmente la complessità sociale e le diseguaglianze di partenza, soprattutto nei quartieri difficili.

Certo che le classi sbilanciate sono spesso lo specchio di qualcos’altro, perché tutti sappiamo che le periferie delle nostre città sono il frutto di scelte urbanistiche segreganti, marginalizzanti, perché vivono in una condizione di povertà economica sistemica.

Le classi sbilanciate sono quindi lo specchio di questa concentrazione di famiglie che vivono in situazioni di povertà, dove il mercato immobiliare e l’assenza di politiche abitative efficaci creano aree urbane quasi totalmente inaccessibili a certe fasce di popolazione. A questo isolamento materiale si somma la fuga delle famiglie socioeconomicamente più stabili, che scelgono di non iscrivere i figli nella scuola pubblica del proprio bacino di residenza, perché questo si può fare sia rimanendo dentro il circuito del pubblico con alcune deroghe, sia dirigendosi sempre di più verso le scuole private, che stanno veramente spuntando come funghi.

Questo meccanismo di autosegregazione svuota progressivamente gli istituti di quartiere, amplifica la polarizzazione e in sostanza ha ancora una volta la dicotomia, quella antica come il mondo, quella tra ricchi e poveri. Che i poveri oggi siano, rispetto a 50 anni fa, prevalentemente famiglie con storie di immigrazione dal sud del mondo, come prima lo erano magari famiglie con storie di immigrazione dal sud Italia che andavano a lavorare a Torino, alla Fiat, o a Bologna e riempivano un quartiere come il Pilastro, è semplicemente lo specchio dei tempi, ma si ripete una storia che eternamente ritorna.

Come rendere effettivo e operativo nella scuola il valore della diversità?

Innanzitutto bisogna crederci, al fatto che la diversità rappresenti un valore. Comunque, fortunatamente, ancora prima di essere una scelta pedagogica o un ideale etico, gli articoli 3 e 34 della nostra Costituzione ci ricordano che la valorizzazione e il riconoscimento delle diversità sono un progetto giuridico vincolante della nostra Repubblica.

Per renderla operativa rispetto al nostro percorso pedagogico, dobbiamo vivere insieme l’esperienza della costruzione della democrazia: quando in una classe si costruiscono insieme le regole, quando esistono spazi reali di decisione, quando la parola dei bambini e delle bambine può radicalmente modificare quello che succede, quando si può discutere, quando si può dissentire, quando il conflitto diventa occasione per comprendere punti di vista diversi, non stiamo solo facendo una buona pratica educativa dal nostro punto di vista, ma stiamo costruendo insieme un’idea di scuola e quindi di società.

In questo percorso è necessario prendere sul serio ciò che i bambini e le bambine pensano, e riconoscere che l’altro può portare qualcosa che io non so. Si tratta di costruire il sapere insieme, si tratta di aprirsi e di rinforzare le nostre capacità di pensare alla classe come uno spazio nel quale le relazioni e i modi di produrre conoscenza possono essere profondamente diversi da quelli che ci impone la società.

Se manca questa profonda convinzione interiore, se non si assume su di sé, su di noi, la responsabilità immaginifica di costruire orizzonti di senso per il futuro, in classe un’insegnante contribuisce a costruire poco, anche senza nessun alunno di origine straniera! Questa profonda convinzione è la base di tutto.

Come funziona oggi, nella pratica, la composizione delle classi con alunni di origine straniera?

La definizione burocratica di alunno straniero è una scatola vuota, perché nasconde delle biografie, delle competenze, dei bisogni che sono profondamente diversi.

Il decreto racconta che si rivolge a tutti gli alunni e a tutte le alunne che non hanno frequentato almeno 3 anni di scuola in Italia. Quindi, per fare un esempio: arriva una bambina con la famiglia dal Bangladesh a 2 anni, entrambi i genitori non hanno mai vissuto in Italia, quindi si presume che non parlino la lingua italiana; poi, dai 3 ai 6 anni, la bimba frequenta la scuola dell’infanzia, ed è molto difficile stabilire la frequenza per un segmento di scuola che non è mai stato reso obbligatorio e che quindi potrebbe comunque andarci a singhiozzo o, nel frattempo, magari per l’estate partire e tornare in Bangladesh.

Comunque questa tipologia di alunna straniera è inserita senza problemi quando entra alla primaria, perché ha frequentato 3 anni di scuola dell’infanzia. Invece magari arriva un bambino peruviano a 4 anni, si ricongiunge con un genitore che vive in Italia da 15 anni e, all’ingresso della prima primaria, ricade dentro la fattispecie su cui agisce il decreto. Si capisce che, a livello di progressione linguistica, queste due situazioni sono molto diverse l’una dall’altra e che, paradossalmente, se non ci sono intoppi, è molto più facilitato ad acquisire la lingua il bambino peruviano, per vicinanza linguistica delle lingue e perché il genitore parla già molto bene italiano, piuttosto che magari la bambina del Bangladesh con i genitori che invece ancora non lo parlano; però l’uno ricade nell’esclusione, l’altra no. Comunque si potrebbero fare mille di questi esempi per dire che, quando in temi così complessi si agisce in maniera molto netta, è difficile fare qualcosa di sensato.

Questo solo per far capire che le storie di migrazioni familiari sono, nel concreto, una galassia di situazioni profondamente diverse le une dalle altre. Quello che invece è profondamente immutabile e onnicomprensivo sono i bisogni strutturali della scuola di ogni ordine e grado, a cui proprio non si riesce mai a porre rimedio. In primo luogo il tetto degli alunni per classe, perché se le classi della primaria fossero composte da massimo 14-16 alunni e alunne, il lavoro sulla lingua sarebbe una bellissima passeggiata che ci accompagna per i 5 anni e che con buone probabilità renderebbe equamente competenti gli alunni e le alunne che arrivano da contesti migratori e più consapevoli gli alunni e le alunne italiane, che stanno sempre di più perdendo la ricchezza linguistica e lessicale.

Foto di Diana ✨pexels

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Nella scuola pubblica nessuno è straniero

Nella scuola pubblica nessuno è straniero:

Oggi la Rete degli Studenti Medi del Lazio è tornata nelle scuole con striscioni e cartelli per contestare il decreto scuola che introduce un tetto del 30% per alcune categorie di studenti con cittadinanza non italiana nelle classi prime.

«Siamo fermamente contrari a questa misura – dichiara Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio – perché nella scuola pubblica italiana nessuno è straniero. La scuola deve essere uno spazio di inclusione, non un luogo in cui dividere gli studenti sulla base della cittadinanza. Se ci sono difficoltà linguistiche, la risposta deve essere investire nell'insegnamento dell'italiano e nei servizi, non spostare o separare le persone».

«Continueremo a dirlo nelle scuole e nelle piazze, il 17 ottobre e il 20 novembre: vogliamo una scuola che non discriminanti e che garantisca a tutte e tutti gli stessi diritti» conclude Montori.

La mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane contro il decreto e per una scuola realmente inclusiva e accessibile.

Rete Studenti Medi Lazio

Redazione Italia

Il miraggio del “Grande Israele” e i meccanismi strutturali del collasso imperiale

Il miraggio del “Grande Israele” e i meccanismi strutturali del collasso imperiale:

Il progetto espansionistico sionista è entrato nella sua fase terminale e autodistruttiva. Ciò a cui la comunità globale sta assistendo all'indomani della devastante campagna a Gaza non è il consolidamento di un'invincibile potenza regionale, bensì il decadimento strutturale e progressivo di un'aggressiva impresa coloniale di insediamento. Accecato da decenni di sfrenata arroganza ideologica, supremazia razziale e protezione imperialista occidentale, l'establishment politico e militare di Tel Aviv ha spinto lo Stato in un vicolo cieco strategico irreversibile. Nel tentativo di realizzare con la forza un massimalismo territoriale di ispirazione biblica che si estende dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo e al più ampio Levante, lo Stato sionista è riuscito solo a rendersi un emarginato globale, distruggendo sistematicamente la propria vitalità politica, economica e sociale interna […]

Milano Cortina: a 6 mesi dai Giochi, il 58% delle opere è ancora in progettazione

Milano Cortina: a 6 mesi dai Giochi, il 58% delle opere è ancora in progettazione:
Lo stadio del Fondo di Lago di Tesero in Val di Fiemme

Consegne previste fino al 2033. Un’opera su cinque (19 su 98) ha subito un incremento di costo, per un totale di 210 milioni di euro. Il Piano opere sale a 3,62 miliardi. Il bilancio di Libera e Open Olympics

Novantotto opere per un costo complessivo di 3,62 miliardi di euro, con un incremento di 84,7 milioni di euro (+2,4%) negli ultimi dieci mesi e un aumento cumulato di quasi 210 milioni (+6,2%) rispetto alla prima rilevazione possibile (settembre 2024). L’aumento si concentra quasi per intero sulle infrastrutture definite di legacy, ossia solo indirettamente riferite all’evento (+81 milioni), mentre le opere essenziali salgono di 3,7 milioni. In sintesi, un’opera su cinque (19 su 98) ha subito un incremento di costo, toccando il valore massimo con la riqualificazione stradale Busto Arsizio/Gallarate/Cardano, il cui importo è quasi raddoppiato (+49 milioni, pari a un +87%). Analizzando i dati disponibili, a sei mesi dalla conclusione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Libera e le 20 associazioni della rete civica Open Olympics 2026 presentano il report consuntivo “All’indomani dei Giochi: cinque indicazioni civiche per una piena ed effettiva trasparenza e rendicontabilità dei grandi eventi”. Il documento restituisce la prima fotografia dello stato dell’arte post-evento elaborando i dati aggiornati al 28 agosto 2026 forniti da Simico S.p.A., dal Commissario straordinario alle Paralimpiadi e dalla Fondazione Milano Cortina 2026.

Aumenti dei costi regione per regione

La Lombardia guida i rincari (+50 milioni), seguita da Trentino (+17,2 milioni), Veneto (+15,5 milioni) e Bolzano (+2 milioni). L’aumento maggiore riguarda la riqualificazione stradale Busto Arsizio/Gallarate/Cardano, il cui costo è quasi raddoppiato (+49 milioni, ossia +87%). Seguono la Variante di Cortina Lotto 1 (+11,4 milioni) e la Variante Trescore Entratico Lotto 2 (+7,7 milioni). In controtendenza 7 opere che vedono ridursi i costi, tra cui la Tangenziale Sud di Sondrio (-5,5 milioni).

Cantieri e tempistiche: il 58% delle opere deve ancora partire

Secondo i dati a disposizione, a sei mesi dallo spegnimento del braciere olimpico, solo 890 milioni di euro (il 25% della spesa totale) risultano spesi per opere effettivamente concluse. Altri 630 milioni (17%) sono destinati a interventi in corso d’esecuzione, mentre 2,1 miliardi di euro (il 58%) riguardano opere mai iniziate, ancora ferme in fase di gara o progettazione. Inoltre, l’81,8% delle opere registra ritardi rispetto alle stime iniziali, con uno slittamento mediano di 219 giorni (oltre 7 mesi). Per la metà del Piano (48 opere su 98) la data di fine lavori è stata ulteriormente posticipata, localizzando l’ultimo cantiere al 29 dicembre 2033, ovvero oltre sette anni e mezzo dopo la fine dei Giochi. La scomposizione delle opere legacy (che da sole assorbono 3,16 miliardi, l’87% del Piano) mostra una concentrazione sulle infrastrutture viarie: la rete stradale assorbe il 69,4% delle risorse (2,19 miliardi su 31 interventi), mentre alla mobilità sostenibile su ferro e gomma è destinato il 18,8% (595 milioni). Per ogni euro investito nella mobilità sostenibile, se ne spendono quattro sulla rete stradale. C’è però un rovesciamento nei fatti: la componente di trasporto pubblico e ciclabile è quella che sta effettivamente arrivando a compimento. Il 63,1% della spesa per la mobilità sostenibile è già su opere concluse, contro appena il 2,4% per le opere stradali. Dieci stazioni ferroviarie sono già state rinnovate: le stazioni venete di Belluno, Feltre, Longarone e Ponte nelle Alpi (tutte concluse entro gennaio 2026) e quelle lombarde che insistono sulla linea ferroviaria Milano-Tirano (concluse a dicembre 2025). La stazione di Trento è in dirittura d’arrivo, con fine lavori prevista entro il 2026, e verranno acquistati treni elettrici per la linea Trento-Bassano del Grappa.

Il cantiere per l’area di partenza della pista da bob

Trasparenza insufficiente su subappalti, ambiente e garanzie pubbliche

Sul fronte della trasparenza, il report segnala l’assenza dei dati analitici sulla Carbon Footprint dei cantieri e un’elevata frammentazione negli affidamenti: a fronte di 111 ditte aggiudicatrici uniche, si contano 543 imprese subappaltatrici. Emblematico il caso della soppressione dei passaggi a livello sulla linea Milano-Tirano, che conta 121 subappaltatori (una ditta diversa ogni 1,3 km di ferrovia), senza che il portale specifichi valori economici e tipologie di contratto. La “coperta economica” degli accantonamenti degli Enti risulta infine sempre più corta: le risorse non bastano a coprire contemporaneamente garanzie, deficit, opere di legacy e futuro degli impianti.

I bilanci: la gestione commissariale e il deficit della Fondazione

Il report analizza le tre relazioni trimestrali prodotte dal Commissario straordinario alle Paralimpiadi (figura istituita dal D.L. Sport n. 96/2025) dove a fronte di un portafoglio salito a 542,8 milioni di euro, la spesa ha subito una forte accelerazione a ridosso e a margine dell’evento. I flussi sono passati da appena 79,6 milioni di euro a metà gennaio 2026, fino a toccare i 257,08 milioni a fine giugno. In termini percentuali, oltre un terzo di tutta la spesa erogata dal Commissario (83,3 milioni di euro, pari al 32,4% delle uscite complessive) è stata bonificata nel trimestre successivo alla chiusura dei Giochi, quando le attività organizzative avrebbero dovuto essere ormai concluse. Oltre tre euro su quattro usciti dalle casse commissariali risultano spesi per coprire impegni di altre strutture: solo a Fondazione Milano Cortina sono stati erogati 64 milioni di euro di anticipazioni di cassa al 50% (ex D.L. 32/2026) per contratti già stipulati con fornitori privati. A questi si aggiungono 16 milioni destinati a Simico e oltre 7,6 milioni alla Difesa e all’Associazione Nazionale Alpini per la gestione dei volontari. Un meccanismo in cui la quasi totalità delle risorse è stata liquidata sulla base di anticipi o documentazione autoprodotta, prima ancora di aver ricevuto e verificato le rendicontazioni analitiche a consuntivo. Permane inoltre il congelamento di 62,7 milioni di euro legati alla garanzia stabilita nel dossier di candidatura a carico di Regione Veneto, Comune di Milano e Provincia Autonoma di Trento: la cifra è attualmente bloccata a causa dello stallo tra i tre enti nel concordare la ripartizione dell’onere. Il bilancio 2025 della Fondazione Milano Cortina mostra costi di gestione schizzati a 331,2 milioni di euro (+226,2 milioni in un anno), a fronte di un valore della produzione di 294,4 milioni. L’ulteriore perdita di 39,1 milioni porta il deficit patrimoniale cumulato a -176,5 milioni di euro, con debiti che superano il miliardo di euro (1.020,4 milioni) a fronte di soli 365,8 milioni di crediti. A spingere le uscite è stata la voce “Servizi” (195,2 milioni), con consulenze tecniche esplose a 83,3 milioni e servizi di vigilanza cresciuti dell’8.000% (a 24,1 milioni).

Leggi il Report “All’indomani dei Giochi” 

Le cinque richieste di Open Olympics 2026

«Se il successo sportivo è stato garantito sul piano agonistico, e di questo non possiamo che essere lieti», dichiara Leonardo Ferrante, della direzione nazionale di Libera e portavoce della rete Open Olympics 2026, «l’analisi dei dati rivela il consolidamento di criticità già annunciate su spesa, tempistiche e trasparenza contabile. Il nostro report indica al decisore politico cinque indispensabili raccomandazioni per i futuri grandi eventi:

  1. trasparenza finanziaria totale: pubblicazione in formato aperto della matrice di finanziamento e dei debiti di tutti i soggetti coinvolti;
  2. moratoria sui cantieri non avviati: blocco immediato e riapertura del dibattito pubblico per tutte le opere non ancora collegate a cantieri attivi (con consegne fino al 2033), per valutare la cancellazione di interventi anacronistici e il riorientamento delle risorse sui bisogni dei territori;
  3. trasparenza ecologica: pubblicazione dei dati analitici ex-post sulla Carbon Footprint di cantieri ed eventi;
  4. stop all’uso improprio del canale paralimpico: fine dell’utilizzo strumentale della sigla paralimpica come canale commissariale per la copertura di costi organizzativi generali di soggetti terzi;
  5. riforma della governance per i grandi eventi: limitazione all’uso di fondazioni private coperte da garanzia pubblica in bianco, imponendo la totale trasparenza preventiva di bilanci, contratti e consulenze quando si impiegano risorse della collettività»

Leggi il nostro speciale sui Giochi di Milano Cortina 2026

No alle gabbie negli allevamenti: depositate 62. 000 firme

No alle gabbie negli allevamenti: depositate 62. 000 firme:

Sono state ufficialmente depositate in Senato le oltre 62 mila firme (62.498) certificate a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare che chiede di introdurre un divieto all'uso delle gabbie a livello nazionale per tutte le specie allevate a scopi alimentari , lanciata a marzo da Essere Animali. La raccolta firme sulla piattaforma del Ministero della Giustizia si è chiusa ufficialmente il 14 settembre e in soli sei mesi ha superato ampiamente il quorum stabilito dalla normativa italiana per poter presentare la proposta in Parlamento.

Le firme sono state consegnate insieme alle altre associazioni che si sono unite e hanno deciso di sostenere la campagna Gabbie Vuote: Animal Equality, Animal Law Italia, Animalisti Italiani, CIWF Italia, Enpa, Humane World for Animals Italia, LAV, LNDC Animal Protection, OIPA, The Good Lobby.

«Decine di migliaia di cittadine e cittadini chiedono a gran voce una legge che vieti per sempre l'allevamento in gabbia. Il risultato è nelle firme che abbiamo consegnato. Ora è il momento che il Parlamento trasforma queste firme in atti concreti. Noi continueremo a fare pressione e non ci fermeremo finché non avremo una legge», affermano le associazioni. 

«Tra il 2018 e il 2020, 1,4 milioni di persone hanno firmato l'Iniziativa dei Cittadini Europei End the Cage Age, per chiedere di vietare l'uso delle gabbie negli allevamenti. La Commissione europea si era impegnata a presentare una proposta di legge in tal senso entro il 2023, un impegno che finora non ha però rispettato. Le richieste dei cittadini sono state quindi tradite dalle istituzioni europee, che ancora non hanno avviato un percorso preciso, pubblico e trasparente per vietare in tutta l'UE questa pratica crudele», dichiara Simone Montuschi , Presidente di Essere Animali, associazione promotrice della campagna. «Nel frattempo l'Italia non deve stare ad aspettare: già in passato ha dimostrato di poter fare da apripista su questioni fondamentali per il benessere degli animali, come il divieto degli allevamenti per la produzione di pelliccia e il superamento dell'uccisione dei pulcini maschi».

In Italia si stima che più di 17 milioni di galline impiegate nella produzione di uova, 13 milioni di conigli, quasi 600.000 scrofe, 1,5 milioni di vitelli e 8 milioni di quaglie siano allevati ogni anno in gabbia, per un totale di oltre 40 milioni di animali. L'allevamento in gabbia rappresenta uno dei principali problemi legati al benessere animale. Gli animali, confinati in spazi ristretti, non possono esprimere comportamenti naturali fondamentali come muoversi senza costrizioni, nidificare, scavare o socializzare in modo adeguato. Questa limitazione provoca stress cronico, frustrazione e spesso anche problemi fisici, come lesioni o maggiore fragilità ossea, tutti fenomeni ampiamente documentati anche dai pareri scientifici dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). 

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Data center in Lombardia, tra conoscenza tecnica, territorio e pianificazione

Data center in Lombardia, tra conoscenza tecnica, territorio e pianificazione:

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Il convegno organizzato il 26 settembre all'Arci Bellezza di Milano dalla Rete dei Comitati Stop Data Center ha avuto innanzitutto un merito: mettere nella stessa discussione problemi che, finché vengono affrontati separatamente, possono apparire come conseguenze locali di singoli progetti, mentre assumono un significato diverso non appena vengono osservati nella […]

L'articolo Data center in Lombardia, tra conoscenza tecnica, territorio e pianificazione su Contropiano .

Politiche Sociali, Diritti e Attualità - news del 28/9/26

 

Rassegna Stampa | Politiche Sociali, Diritti e Attualità

📰 RASSEGNA STAMPA | Politiche Sociali, Diritti e Attualità

📚 Società, Psiche e Cultura

Morte e destino

Fonte: Mappeser - Politiche Sociali e Servizi | Link: Mappeser

Edizione curata da Giovanni Balducci e Mauro Cascio (prefazione di Antonio De Simone, Nino Aragno Editore) dedicata all'analisi simmeliana dei temi esistenziali della fine, del tempo e del senso del destino umano.

La sofferenza che non parla. Adolescenti, adulti e il coraggio dell’ascolto

Fonte: Mappeser - Politiche Sociali e Servizi | Link: Mappeser

Il saggio di Michela Marzano (Laterza) affronta il disagio adolescenziale contemporaneo rifiutando di ridurlo a mera patologia individuale. La sofferenza dei giovani viene interpretata come un campanello d'allarme relazionale e culturale, che richiede agli adulti la capacità di un ascolto autentico.

Tutto qui. La costruzione di una vita

Fonte: Mappeser - Politiche Sociali e Servizi | Link: Mappeser

Biografia di Renzo Piano scritta da Francesco Merlo con la partecipazione diretta dell'architetto (Solferino). Il volume ripercorre il percorso umano e professionale di Piano, partendo dalle sue origini nell'infanzia a Pegli.

Denaro e non solo. Le rimesse dei migranti e i loro significati

Fonte: Mappeser - Politiche Sociali e Servizi | Link: Mappeser

Cura editoriale di Maurizio Ambrosini e Maurizio Artero (Il Mulino), frutto di una ricerca interuniversitaria che ha coinvolto cinque atenei italiani. Il testo analizza l'impatto economico, simbolico e relazionale dei flussi finanziari inviati dai lavoratori stranieri ai paesi d'origine.

La tua assenza

Fonte: Mappeser - Politiche Sociali e Servizi | Link: Mappeser

Opera narrativa di Donato Saulle incentrata sulla relazione psicoterapeutica tra un professionista e un giovane segnato da traumi familiari. Attraverso il percorso clinico emerge il valore dell'attesa e del legame umano oltre il setting terapeutico.

A volte ti amo. La rivoluzione dei rapporti nel mondo fragile delle nuove generazioni

Fonte: Mappeser - Politiche Sociali e Servizi | Link: Mappeser

Matteo Lancini (Einaudi) esamina la trasformazione dei legami affettivi e sociali tra i giovani. L'autore contestualizza le difficoltà emotive dei ragazzi all'interno delle fragilità del mondo adulto e delle istituzioni educative.


⚕️ Sanità, Dipendenze e Politiche di Cura

Diritti in salute: n. 58, 26 settembre 2026

Fonte: Medicina Democratica | Link: Medicina Democratica

La newsletter curata da Vittorio Agnoletto affronta le recenti disposizioni sulla gestione delle liste d'attesa e segnala iniziative di tutela deontologica a favore dei medici impegnati nel garantire l'assistenza sanitaria ai trattenuti nei CPR.

Droghe, dipendenze, legislazione e sistema di cura: una evoluzione necessaria

Fonte: Droga.net | Link: Droga.net

Analisi critica sulla sovrapposizione concettuale e normativa tra uso occasionale di sostanze e dipendenza patologica, evidenziando le rigidità del quadro legislativo italiano e la necessità di un aggiornamento del sistema dei servizi di cura.

Strano scenario quello del Fentanyl in Italia

Fonte: Droga.net | Link: Droga.net

Verifica dei dati di realtà relativi agli allarmi mediatici sul Fentanyl sul territorio nazionale. A fronte di campagne di sensibilizzazione e video virali, la redazione nota l'assenza di evidenze cliniche, sequestri di sostanza o riscontri tossicologici sul campo.

Le politiche sulle droghe del Portogallo

Fonte: CESDA | Link: CESDA

Panoramica sul modello di depenalizzazione del possesso di sostanze per uso personale adottato dal Portogallo nel 2001, con un focus sul riorientamento delle risorse pubbliche verso la prevenzione, il trattamento e la riduzione del danno.


🌍 Diritti Umani, Migrazioni e Geopolitica

Papa in Francia: “Lourdes santuario della speranza cristiana”

Fonte: AgenSIR | Link: AgenSIR

Resoconto dell'omelia del Pontefice presso la Grotta di Massabielle. Nel discorso viene ribadita la posizione della Chiesa sulla tutela e il valore intrinseco della vita umana nei contesti di malattia, disabilità e senilità.

Minori migranti, quasi 53 milioni in fuga nel mondo. Uno su cinque tra gli arrivi in Europa

Fonte: AgenSIR | Link: AgenSIR

Presentazione dei dati internazionali sull'infanzia sfollata a causa di conflitti armati, violenze e crisi ambientali. I minori rappresentano il 20% dei flussi migratori registrati alle frontiere europee.

Due ore di volo per tornare all’inferno: gli haitiani espulsi dagli Usa

Fonte: AgenSIR | Link: AgenSIR

Reportage sui voli di rimpatrio forzato dalle autorità statunitensi verso l'aeroporto di Cap-Haïtien, evidenziando le condizioni critiche di sicurezza e la violazione dei diritti d'asilo per i cittadini haitiani.

“Vogliamo unire i popoli”: l’eredità politica e cristiana di Schuman

Fonte: AgenSIR | Link: AgenSIR

Rilettura del contributo di Robert Schuman alla costruzione europea, analizzando la sintesi tra principi evangelici, rigore istituzionale e superamento dei nazionalismi nel secondo dopoguerra.

Survival: «La conservazione della natura passi per i popoli indigeni»

Fonte: Terra Nuova | Link: Terra Nuova

Esiti del summit di Nairobi promosso dalla Indigenous Land Alliance. Le comunità native chiedono la gestione diretta delle aree protette, superando i modelli occidentali di conservazione che spesso comportano l'espulsione delle popolazioni locali.

La democrazia punitiva

Fonte: Osservatorio sulla Repressione | Link: Osservatorio sulla Repressione

Elia Libertini recensisce il volume di Italo Di Sabato, incentrato sul progressivo slittamento dei sistemi democratici verso forme di governo basate sulla penalizzazione del dissenso e sul controllo sociale a scapito delle politiche di welfare.

Raccolta firme per la petizione popolare La conoscenza non marcia!

Fonte: PeaceLink | Link: PeaceLink

Lancio della campagna di mobilitazione civile e promozione della petizione popolare finalizzata a limitare la presenza e le attività di propaganda militare all'interno dei contesti formativi e scolastici italiani.

SOCIALE - NEWS DEL 27/9/26

Rassegna Stampa

🌍 Geopolitica, Diplomazia e Chiesa

Papa in Francia: “Respingere per sempre le logiche di guerra”

Nel corso della seconda giornata della sua visita in Francia, Papa Leone XIV ha vissuto due momenti fortemente simbolici: il bagno di folla lungo gli Champs Élysées e Place de la Concorde a Parigi, seguito dalla visita alla Maison Bakhita tra le persone emarginate ("gli invisibili"), e la successiva preghiera alla Grotta di Massabielle come pellegrino. Il viaggio pastorale punta a lanciare un fermo appello al superamento dei conflitti mondiali.

Fonte: AgenSIR

Parolin all'ONU: “Disarmare la logica del dominio”

Intervenendo dall'81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Segretario di Stato vaticano Cardinal Pietro Parolin ha richiamato il principio di diritto internazionale pacta sunt servanda per analizzare la crisi della fiducia globale. Parolin ha sottolineato la necessità di superare le logiche di dominio geopolitico e di riaffermare il valore della diplomazia e del rispetto dei trattati internazionali.

Fonte: AgenSIR

Terra Santa, il Card. Pizzaballa a Molfetta: “Esserci come don Tonino Bello”

Il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, Pierbattista Pizzaballa, ha partecipato a un incontro a Molfetta riflettendo sul dramma della Terra Santa. Rispondendo alle domande su quale debba essere la presenza della Chiesa nel conflitto, ha richiamato il metodo di don Tonino Bello: mettersi in gioco direttamente e fare presenza concreta, anche senza la pretesa di risolvere le complesse dinamiche politiche, ma garantendo vicinanza e testimonianza.

Fonte: AgenSIR

Il Papa a Lourdes “Pellegrino tra i pellegrini”

Grande attesa a Lourdes per la visita del Pontefice, con una partecipazione stimata di oltre 150.000 persone. I responsabili del santuario sottolineano che si tratta di un gesto evangelico e pastorale rivolto al cuore della comunità dei fedeli e dei malati, lontano dalle logiche formali o di protocollo.

Fonte: AgenSIR

Cuba ridotta allo stremo e la complicità dell'Europa

Un'analisi firmata da Martina Steinwurzel ripercorre la crisi socio-economica dell'isola caraibica, imputando la gravità della situazione alle politiche sanzionatorie e di blocco degli approvvigionamenti messe in atto dagli Stati Uniti da decenni e inasprite nel 2026, criticando al contempo la posizione di passività e sostanziale complicità mantenuta dall'Unione Europea.

⚖️ Diritti, Giustizia e Politiche Repressive

Ferentino 27 settembre 1970: la morte “strana” di cinque anarchici del Sud

Ricorrenza storica dell'incidente stradale avvenuto lungo l'autostrada nei pressi di Ferentino nella notte tra il 26 e il 27 settembre 1970, in cui persero la vita cinque giovani anarchici calabresi. Il pezzo rievoca le circostanze mai del tutto chiarite e le ombre investigative che hanno circondato la vicenda nei decenni successivi.

La sicurezza contro i giovani: il nuovo pacchetto del governo Meloni

L'articolo analizza il DDL 1990 approvato dal Governo Meloni, evidenziando le criticità legate all'estensione del trattenimento preventivo di polizia fino a 12 ore e all'introduzione di nuovi divieti questorili mirati ai gruppi giovanili. Viene contestato il passaggio da un modello educativo di giustizia minorile a un approccio prevalentemente punitivo e di prevenzione poliziesca.

Le politiche repressive sul consumo di sostanze non sono efficaci

Riprendendo i dati della Relazione al Parlamento sulle dipendenze 2026 e un'analisi apparsa su L'Espresso, la nota illustra come il consumo di sostanze stupefacenti in Italia rimanga diffuso nonostante le misure punitorie. Si argomenta l'inefficacia dei modelli puramente sanzionatori nel contenimento del fenomeno.

Fonte: CESDA

L'impatto della detenzione dei migranti sulla salute: il caso Macomer

Sintesi di una ricerca accademica pubblicata dall'Università di Bergen (Dipartimento di Promozione della Salute) relativa al CPR di Macomer in Sardegna. Attraverso interviste a testimoni chiave, lo studio analizza le conseguenze psicofisiche negative che la privazione della libertà nei centri di trattenimento produce sulla salute dei migranti.

🏥 Sanità, Welfare e Accessibilità

Liste d'attesa e segnalazioni sui CPR: la newsletter di Vittorio Agnoletto

Nel numero 58 della newsletter Diritti in Salute, il medico e attivista Vittorio Agnoletto fa il punto sulle nuove direttive relative al contrasto delle liste d'attesa nella sanità pubblica e rende nota un'iniziativa di segnalazione presentata all'Ordine dei Medici in merito alle condizioni d'assistenza all'interno dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR).

Settimana delle persone sorde: LIS riconosciuta, ma mancano gli sportelli

In occasione della Settimana mondiale delle persone sorde, il focus evidenzia il contrasto tra l'avvenuto riconoscimento legislativo della Lingua dei Segni Italiana (LIS) e la persistente carenza di sportelli e servizi pubblici effettivamente accessibili. Nel mondo si contano circa 430 milioni di persone con ipoacusia disabilitante.

Fonte: AgenSIR

"Familiar Touch", la regia di Sarah Friedland al cinema

Scheda di presentazione dell'opera cinematografica Familiar Touch (2024), diretta da Sarah Friedland e interpretata da Kathleen Chalfant e Caroline Michelle Smith, incentrata sulle tematiche dell'invecchiamento, della cura della persona e delle dinamiche socio-assistenziali della vita familiare.

🌿 Ambiente, Clima ed Energia

Mare più alto e coste fragili: l'allarme dell'ONU

A seguito dell'adozione per acclamazione di una dichiarazione politica da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul rischio dell'innalzamento dei mari, la WMO richiama l'esigenza di una cooperazione internazionale rafforzata, di sistemi di allerta precoce più efficaci e di piani di difesa costiera di lungo periodo, con focus sugli interventi in preparazione in Italia.

Fonte: AgenSIR

Estate 2026 da record: i dati CNR sul cambiamento climatico

Secondo le elaborazioni dell'Istituto per la Bioeconomia del CNR, l'estate 2026 si è distinta come la più calda mai registrata in Italia dal 1950, superando il precedente primato del 2003 con una temperatura media di 24,3°C (e un picco medio ad agosto di 25,6°C, ossia +5,2°C rispetto alla norma storica).

Fonte: AgenSIR

«Nucleare pulito e sostenibile? Un'utopia»

Articolo critico nei confronti della strategia energetica orientata al ritorno al nucleare mediante i reattori modulari (SMR - Small Modular Reactors). Nel testo si argomenta che tali tecnologie non risolvono il problema della gestione delle scorie radioattive né la questione della sicurezza globale, non potendo essere equiparate alle fonti rinnovabili.

Fonte: Terra Nuova

🎭 Cultura, Società e Religione

Dopo Zalone, il Cammino di Santiago torna al cinema con un film francese

Analisi del fenomeno cinematografico legato alle rotte di pellegrinaggio: dopo il successo commerciale della commedia Buen camino di Checco Zalone e Gennaro Nunziante (oltre 76 milioni di euro d'incasso), l'attenzione si sposta su una nuova produzione francese d'autore dedicata al valore interiore e di ricerca personale del Cammino di Santiago.

Fonte: AgenSIR

San Francesco e la riconciliazione tra il vescovo e il podestà

Presentazione del libro di Francesca Cipolloni “Francesco, i carismi semplici” (RnS, con prefazione del Card. De Donatis). L'opera ripercorre la figura del santo di Assisi concentrandosi sull'episodio storico della pacificazione tra l'autorità religiosa e quella civile cittadina come modello di risoluzione dei conflitti contemporanei.

Fonte: AgenSIR

🍲 Alimentazione e Benessere

Gli AGE nel cibo: rischiosi per la salute

Approfondimento scientifico-divulgativo sui prodotti finali della glicazione avanzata (AGE) che si formano nei cibi e sui loro legami con la produzione di radicali liberi. L'articolo ne illustra i meccanismi di stress ossidativo nell'organismo e le precauzioni alimentari consigliate per ridurne l'assunzione.

Fonte: Terra Nuova

Ricetta: Tofu con patate e funghi

Proposta culinaria vegetale per la preparazione di un secondo piatto basato su tofu (500g), patate a rondelle (200g), funghi champignon a fette (200g), aglio in camicia ed olio extravergine d'oliva.

Fonte: Terra Nuova

pensioni di ottobre - cosa controllare nel cedolino

 https://spicgilbrianza.it/pensione-di-ottobre-cosa-controllare-nel-cedolino/

SOCIALE IN RETE - NEWS (25/9/26)

📰 Rassegna Stampa & Notiziario

Selezione ed estratti dalle principali testate online

Educazione. Belletti: "Ci vuole un vestito tagliato su misura per ciascuno. Con una buona alleanza scuola-genitori, i talenti fioriscono"

Nell'ambito del Consiglio permanente CEI, il card. Matteo Zuppi definisce la questione educativa come un elemento centrale della convivenza civile, ribadendo che una scuola realmente inclusiva rappresenta un fondamentale strumento di pace e giustizia. A rafforzare il concetto interviene mons. Giuseppe Baturi, sottolineando l'importanza di costruire una solida alleanza educativa tra istituzioni scolastiche e famiglie per valorizzare i talenti di ogni studente.

Fonte: AgenSIR ↗

37e2 di venerdì 25/09/2026

La puntata affronta diversi temi di attualità sanitaria: si apre con un'indagine conoscitiva sulle cliniche private e le Asst, per poi passare al delicato nodo delle liste d'attesa nei presidi medici. Viene inoltre presentata l'iniziativa di una petizione volta a richiedere l'espulsione della Israeli Medical Association (IMA) dalla World Medical Association (WMA). In conclusione, un approfondimento sul ruolo e sullo stato degli Ospedali di comunità.

Annullato il decreto di espulsione per rischio di non respingimento indipendentemente dalla formalizzazione della domanda di asilo

Con la sentenza del 28 marzo 2026 (proc. RG n. 7399/2024), la Sezione Immigrazione del Giudice di Pace di Torino (Giudice Eliana Zecca) ha accolto il ricorso di una cittadina peruviana contro il provvedimento di espulsione prefettizio. Il Giudice ha censurato l'atto evidenziando che il divieto di respingimento e la tutela contro il rischio di trattamenti inumani prevalgono anche in assenza di una formale e preventiva presentazione della domanda di asilo.

Scuola e immigrazione: il governo vara il decreto sul tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi prime

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge in materia di istruzione e flussi migratori che fissa al 30% il limite massimo di studenti con cittadinanza non italiana nelle classi prime. La misura ha sollevato un acceso dibattito politico e sociale. Il provvedimento attende la firma del Presidente della Repubblica prima di iniziare l'iter parlamentare di conversione in legge.

Fonte: AgenSIR ↗

A 50 anni dal disastro di Manfredonia, la memoria tiene viva la battaglia per la salute

Ricorrono cinquant'anni dalla mattina del 26 settembre 1976, quando una nube tossica di arsenico fuoriuscì dallo stabilimento petrochimico ANIC (gruppo ENI) investendo l'abitato di Manfredonia. L'articolo ripercorre l'impatto ambientale e sanitario dell'incidente, evidenziando come la memoria storica di quell'evento continui a essere un punto di riferimento per le lotte a tutela della salute pubblica e dell'ambiente.

Fonte: VALORI ↗

Grecia: uno stop giudiziario alla repressione della società civile

Il 17 settembre 2026, il Consiglio di Stato greco ha dichiarato incostituzionali le norme chiave che regolavano il Registro ufficiale delle ONG attive nella protezione internazionale e nell'integrazione dei migranti. La decisione della massima magistratura amministrativa pone un freno alle misure legislative accusate da tempo di ostacolare e criminalizzare l'operato delle organizzazioni umane e civili sul territorio greco.

Quando l'accoglienza sembra un'impresa impossibile: da Casa Alber alle sfide di oggi

Il contributo rievoca l'esperienza di Albertina Negri e Silvio Barbieri che nel 1961 aprirono a Olginate la comunità "Casa Alber", offrendo accoglienza familiare a 121 minori in alternativa all'istituzionalizzazione coatta. Quell'esperienza storica, sostenuta tra gli altri dal cardinale Carlo Maria Martini, viene presa come modello etico e operativo per affrontare le criticità dell'accoglienza nell'attuale contesto sociale.

Fonte: Vita.it ↗

Terra Nuova e i suoi autori al Macrolibrarsi Fest

Dal 25 al 27 settembre la casa editrice Terra Nuova partecipa al Macrolibrarsi Fest presso i padiglioni della fiera di Cesena. All'interno dello spazio espositivo saranno disponibili libri e riviste dedicate all'ecologia e al benessere, con incontri programmati e sessioni di autografi insieme agli autori della testata.

Dietro al “calo degli sbarchi” le solite, gravissime, violenze delle milizie libiche

A fronte delle dichiarazioni del Ministero dell'Interno che quantificano oltre 20.000 blocchi di partenze da Libia e Tunisia nel primo semestre del 2026 (e 275.000 dal 2023), l'inchiesta evidenzia il costo umano di tali cifre. La diminuzione degli arrivi sulle coste italiane viene direttamente correlata alle sistematiche violazioni dei diritti umani ed agli abusi perpetrati dalle milizie nordafricane finanziate per intercettare i migranti.

Invecchiare con l'HIV: una guida

Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) ha promosso la pubblicazione del manuale "Noi possiamo invecchiare con HIV. Consigli pratici per un invecchiamento in salute". Il testo affronta la nuova realtà demografica e clinica che vede un numero crescente di persone sieropositive superare i 50 e 60 anni, fornendo indicazioni medico-sociali per la gestione della cronicità in età avanzata.

Fonte: CESDA ↗

Il salario dignitoso fa bene al clima: la nuova soglia italiana è di 12 euro netti l'ora

La Campagna Abiti Puliti ha aggiornato il calcolo del salario dignitoso (living wage) per l'Italia nel 2026, fissandolo a 12 euro netti all'ora (pari a circa 2.063 euro mensili). La stima si basa sull'effettivo costo della vita e contrasta con il blocco retributivo reale che caratterizza il settore privato italiano dal 1990 ad oggi, evidenziando le ricadute positive dell'adeguamento salariale sulla sostenibilità socio-ambientale.

Fonte: VALORI ↗

Ferrara 25 settembre 2005 - Federico Aldrovandi 18 anni, ucciso dalla polizia

Ricorrenza della morte di Federico Aldrovandi, avvenuta all'alba del 25 settembre 2005 a Ferrara in seguito a un controllo di polizia condotto dalla pattuglia "Alfa 3". La nota commemora la vicenda giudiziaria e umana, simbolo delle battaglie contro gli abusi delle forze dell'ordine in Italia.

La Voce Nascosta, L'amore non si genera – Essere figli oltre il sangue (Youcanprint, 2026)

Scheda bibliografica del volume autobiografico di una donna adottata. Il testo narra la scoperta dell'adozione avvenuta negli anni delle scuole medie e la successiva ricerca dei genitori biologici intrapresa durante l'adolescenza dopo la scomparsa dei genitori adottivi, affrontando le complessità identitarie del legame filiale affettivo rispetto a quello biologico.

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