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Nasce l'Atlante del neomutualismo, una mappa del nuovo welfare dal basso - Vita.it
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Welfare dei Diritti: una cronaca del convegno - Scambi di Prospettive
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L'ultimo rapporto Istat denuncia un welfare tra i peggiori in Europa | Gruppo Abele
SIG.RE & SIG.RI IL WELFARE E’ SPARITO – PODCAST 12 APRILE 2016 | Radio Kairos 105.85 fm – Bologna
NOVITA' WELFARE A MILANO
WELFARE. NASCERANNO SEI NUOVE CASE SOLIDALI: UN CINEMA INTERCULTURALE, SPAZI E ATTIVITÀ PER PERSONE CON DISABILITÀ, AUTO MUTUO AIUTO ALLE FAMIGLIE, CENTRI PER L’INFANZIA
Assegnati i sei nuovi spazi tramite bando alle associazioni del territorio oggi durante un incontro al Forum delle Politiche socialiMilano, 7 aprile 2016 – Nascono sei nuove Case Solidali in tre zone della città. In sei spazi assegnati dal Comune di Milano, alcuni dei quali in disuso da tempo, sorgeranno nuove attività sociali dedicate a persone con disabilità e problematiche specifiche. Si tratta comunità alloggio, luoghi di aggregazione e sostegno alla famiglia, centri di accoglienza temporanea per persone in difficoltà, progetti di sharing economy e anche un cinema, che ospiterà rassegne di film in lingua originale provenienti dai paesi d’origine delle comunità straniere che vivono a Milano. Le chiavi “simboliche” degli spazi sono state consegnate alle associazioni vincitrici del bando questa mattina dall’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino in occasione del Forum delle Politiche sociali, in corso in questi giorni, presso la Casa Solidale di via Sant’Erlembardo 4. Le nuove Case Solidali sorgeranno in Zona 2 (via Sant'Erlembardo), Zona 4 (via Mincio), Zona 7 (via Gervasini) e Zona 9 (via Pollini e via Pallanza).“Siamo molto orgogliosi di consegnare le chiavi, anche se per il momento ancora simbolicamente, alle associazioni vincitrici del bando Case Solidali – ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino - : sei nuovi spazi di aggregazione e coesione sociale nasceranno in diverse Zone della città. Recuperare gli spazi pubblici in disuso e metterli a disposizione della città è una questione molto importante per realizzare buone Politiche sociali e credo che lo sarà sempre di più. Milano, lo sappiamo bene, nonostante in questi 5 anni abbiamo fatto molto in questo senso, è ancora ricca di luoghi vuoti in attesa di essere rigenerati”.Le nuove Case Solidali – i progettiVia Sant’Erlembardo 4 (Zona 2) assegnato a Ledha
Sorgerà qui il Centro “Progetto di Vita” per la Vita Indipendente ed Autonoma. Si tratta dell’unica Agenzia per la Vita Indipendente presente sul territorio milanese riconosciuta a livello regionale, che svolge il ruolo di promozione dei diritti per le Persone con Disabilità, pertanto all’interno della Casa Solidale svolgerà queste attività in rappresentanza del mondo associativo. Vita Indipendente è una filosofia e un movimento internazionale che promuove la autodeterminazione delle persone con disabilità, il rispetto a sé stessi e le pari opportunità e che, attraverso il superamento della semplice logica dell'assistenzialismo e dell'istituzionalizzazione, mira alla piena inclusione nella società e nella collettività.Via Sant’Erlembardo 4 (Zona 2) assegnato al Consorzio Sir
Il “Progetto Autismo in rete” si dedicherà a realizzare attività finalizzate a informare, orientare e sensibilizzare e innovare sulle tematiche occupazionali e lavorative. Coinvolte le associazioni Aquilone Onlus, Angsa Lombardia, Gruppo Asperger, Ledha Milano, Cooperativa LEM, Politecnico.Via Sant’Erlembardo 4 (Zona 2) assegnato a L’Ortica e a Dosso verde
Anche qui saranno realizzate attività laboratoriali rivolti a persone con autismo, in cui sia prevalente l’elemento creativo e artigianale quale mezzo per la realizzazione di oggetti di qualità.Via Sant’Erlembardo 4 (Zona 2) assegnato ai Genitori Gorla
Il progetto prevede di utilizzare lo spazio come punto di supporto per le famiglie con disabili o problematicità specifiche, dove poter realizzare attività di Auto Mutuo-Aiuto. La zona attigua alla Casa Solidale di via Sant’Elembardo rappresenta un punto di riferimento per le famiglie con bambini con disabilità essendoci altre strutture che trattano la stessa problematicità. Si intende realizzare uno spazio di aggregazione per le famiglie in cui effettuare incontri liberi, incontri tematici, laboratori, servizi di formazione e informazione, capaci di integrare il Territorio con le risorse presenti. Attivare meccanismi di inclusione sociale che coinvolgano anche le famiglie dei minori e che rappresentino uno strumento potente di prevenzione del disagio giovanile e di realizzazione delle condizioni che favoriscano l’integrazione.Via Sant’Erlembardo 4 (Zona 2) assegnata all’associazione Art Up
L’obiettivo di Art Up è di superare le barriere sull’integrazione lavorativa per pazienti psichiatrici, promuovendo l’accessibilità non solo degli spazi fisici, ma anche di quelli mentali, attraverso l’arte, atteggiamento riassumibile nello slogan: “Hai paura della follia? Noi parliamo d’arte”. Il progetto prevede di utilizzare lo spazio come punto di supporto per le famiglie con disabili o problematicità specifiche, dove poter realizzare attività di Auto Mutuo-Aiuto.Via Mincio 4 (Zona 4) a Animondo OnlusIl progetto “In Co.Mincio a fare …” è stato pensato per coinvolgere varie fasce di popolazione, avvalendosi, in un ottica di pluralità di competenze, di diverse associazioni del territorio. I cardini del progetto sono: l’arte del fare, la famiglia e la sharing economy. L’arte del fare è dedicato ai ragazzi con diagnosi funzionale o lievi disabilità, con l’obiettivo di potenziare e/o recuperare il maggior grado di autonomia possibile in soggetti compromessi, in qualche misura, nella propria autosufficienza, guidati da una persona educativa qualificata. La famiglia dove esistono sempre più variabili nella loro conformazione, sempre più importanti come rete che permette ai singoli la resilienza, come motori di un welfare che in parte si autocostruisce dal basso e che va però sostenuto e rinforzato. La Sharing Economy, l’intenzione è di intercettare le famiglie, i singoli e gli anziani della zona coinvolgendoli in azioni di economia condivisa, conviviale solidale e partecipata veicolando la cultura all’intero di un incontro.Via don Gervasini 1 (Zona 7) assegnato a “Un Gabbiano per il Quartiere - Noi come gli Altri”
Sarà realizzato un progetto di residenzialità per una Comunità Alloggio rivolta a persone con disabilità intellettiva e motoria e saranno aperti spazi aggregativi per i cittadini. La Comunità Alloggio accoglierà 10 persone adulte (8 inserite stabilmente e 2 per periodi di sperimentazione e/o sollievo). La comunità sarà operativa 365 giorni all’anno 24 ore su 24 con la presenza di operatori e volontari. La Comunità alloggio svolgerà la funzione di residenza abitativa e risponderà ai bisogni della persona con disabilità offrendo un ambiente protetto, attività tese a mantenere e recuperare i livelli di autonomia delle persone adulte con disabilità, sostegno alle famiglie, momenti socializzanti. Inoltre s’intente rispondere anche ai bisogni del territorio offrendo servizi polivalenti e funzionali a diverse necessità come corsi di formazione, corsi legati al benessere della persona e l’accudimento per persone anziane divenute disabili, attività legate al modello dell’housing sociale servizi orientati al sollievo e sostegno delle famiglie con figli minori, disabili e normodotati momenti informali e aggregativi col vicinato.Via Livigno 9 (Zona 9) assegnato all’associazione Nuovo Armenia
Un progetto di coesione sociale che utilizzerà il cinema come strumento d’integrazione e di dialogo interculturale per le numerose comunità straniere presenti nei quartieri di Dergano e Bovisa. Attraverso il cinema, i dibattiti e gli eventi le comunità compresa quella italiana, possono presentarsi, far conoscere la propria cultura, mantenere viva la lingua d’appartenenza, promuovere sé stesse e dialogare tra loro, divulgare la cultura cinematografica dei lori paesi di origine, oltre che andare semplicemente al cinema e vedere film nella loro lingua. L’obiettivo è proiettare film in lingua e con sottotitoli in italiano provenienti dai paesi d’origine delle comunità straniere che vivono nei quartieri di Dergano e Bovisa. Il Nuovo Armenia è un laboratorio culturale sperimentale, uno strumento didattico, un bar, in coworking, uno spazio verde e uno spazio a disposizione della cittadinanza, delle associazioni e delle fasce più a rischio della società. Gli obiettivi principali consistono nel promuovere la coesione sociale nell’area di riferimento, promuovere la cultura e il linguaggio cinematografico come strumento di conoscenza e integrazione tra le diverse culture e valorizzare, sviluppare e innovare il quartiere in cui il progetto opera rendendolo centro di sostegno dei ascolto e di aiuto alle famiglie di Milano e hinterland dove ci sarà la presenza di un assistente sociale o counselleur e volontari che collaborano con i servizi pubblici e privati del territorio. L’obiettivo è la creazione di un punto di riferimento e rifornimento di alimenti e articoli per la prima infanzia (0 – 3) e per il sostegno alle giovani famiglie di Milano e hinterland milanese che vivono un disagio economico.Via Pallanza 26 (Zona 9) assegnato al Gruppo Volontariato VincenzianoQui sorgerà la “Porta della Solidarietà: Prima infanzia”, un emporio gestito da volontari, uno spazio di fornitura di alimenti e prodotti per la prima infanzia per il sostegno delle giovani famiglie di Milano e dell’hinterland milanese. Alle famiglie dopo verifiche di idoneità verrà assegnata una “carta acquisti” che permetterà loro una spesa gratuita per un determinato valore mensile calcolato in base alla necessità familiare. I prodotti donati sono: latte in polvere, pannolini, anti-infiammatori, passeggini, vestiario per neonati e bambini. Il progetto prevede un centro d’informazione e di supporto alle famiglie, dove verrà offerto aiuto e sostegno alla famiglia e alla figura genitoriale. Ci sarà nell’interno un punto di gioco e integrazione per le mamme e le famiglie, un centro d’ascolto in modo che l’emporio non sarà solo un luogo dove usufruire delle forniture per la prima infanzia ma sarà un centro di sostegno dei ascolto e di aiuto alle famiglie di Milano e hinterland dove ci sarà la presenza di un assistente sociale o counselleur e volontari che collaborano con i servizi pubblici e privati del territorio. L’obiettivo è la creazione di un punto di riferimento e rifornimento di alimenti e articoli per la prima infanzia (0 – 3) e per il sostegno alle giovani famiglie di Milano e hinterland milanese che vivono un disagio economico.Via Pollini 4 (Zona 9) assegnato a City Angels Lombardia OnlusIl progetto Life 24 sperimenta forme innovative di welfare di comunità dando nuove opportunità nell’ambito dell’accoglienza alla persona con le risorse e culture del territorio. L’immobile di via Pollini intende garantire caratteristiche di flessibilità e multifunzionalità assicurando una destinazione d’uso distintiva e peculiare per lo sviluppo delle diverse aree di servizio e attività. La struttura verrà suddivisa in tre nuclei con proprie specificità in riferimento agli interventi e percorsi sviluppati: un’area più riservata a tutela degli ospiti con forme di permanenza temporalmente differenziate, una sezione diurna con servizi a fruizione interna ed esterna, uno spazio a sostegno dei processi di inclusione sociale e di integrazione socio lavorativa. L’obiettivo è di promuovere la coesione sociale, il recupero e la riqualificazione dell’immobile, l’ampliamento dell’offerta dei servizi e la realizzazione di attività di interesse pubblico sul territorio.La mappa delle Case Solidali https://goo.gl/gGa0fNSegreteria Ufficio Stampa - Comune di MilanoTel +39 02 884 50150Se non desideri ricevere più alcuna comunicazione da Comunicazione Ufficio Stampa Clicca qui
Costruiamo il Welfare dei Diritti: Venerdì 8 aprile il terzo appuntamento per una riforma del welfare sociale
Welfare, 10 milioni con il bando di Fondazione CariploCorriere Sociale | Corriere Sociale
WELFARE PER TUTTI, 300 SERVIZI DI ASSISTENZA DOMICILIARE SU WEMI.MILANO.IT
Da oggi on-line il primo portale realizzato da un’Amministrazione pubblica.
Assessore
Majorino: “Facilitiamo l’accessibilità ai servizi domiciliari e
miglioriamo la qualità della vita dei cittadini con nuove prestazioni”
Milano, 5 febbraio
2016 – Dai servizi di welfare più tradizionali al benessere
psicofisico, passando per il disbrigo delle piccole manutenzioni o dalle
emergenze quando in casa si rompe qualche cosa. Tutto questo in un
unico sito web con 300 servizi diversi di assistenza domiciliare fornita
da personale qualificato di 58 enti del privato sociale accreditati dal
Comune di Milano.
Da oggi è on-line http://wemi.milano.it/ il
nuovo portale WeMi, primo in Italia a essere realizzato da
un’Amministrazione pubblica, per offrire a tutti i cittadini
informazioni e servizi relativi all’assistenza domiciliare, da quella
tradizionale e consolidata dedicata a persone anziane non
autosufficienti, persone con disabilità e bambini, sino al benessere e
cura della persona e della famiglia, in un progetto che considera il
welfare uno strumento d’inclusione e miglioramento della qualità della
vita di tutti, mettendo a portata di mano delle famiglie soluzioni di
qualità e garantite.
Tra
i servizi offerti, accanto a badanti, baby-sitter (anche condivise),
educatori, operatori sanitari, collaboratori domestici e assistenti
sociali, sul sito si troveranno anche tapparellisti, svuota cantine,
fabbri, vetrai, stiratrici, sarte, catering, acquisto e consegna di
spesa e farmaci a domicilio.
Ma
anche servizi che migliorano la gestione del tempo e della vita
quotidiana come pet e flower sitter, musicoterapia e arte terapia,
fotoceramica, tecarterapia, lettura a domicilio e consulenza
filosofica.
Il
sito è frutto del lavoro di un gruppo di enti uniti dal progetto
“welfare di tutti”, ideato e coordinato dall’Assessorato alle Politiche
sociali del Comune di Milano che è il capofila di altri 18 partner; tra
di essi il dipartimento di Design del Politecnico di Milano che ha
realizzato sia il progetto d’identità visiva sia il progetto del portale
e l’ATS Eureka - Pat che già gestisce per il Comune il servizio per la
ricerca di assistenza domiciliare CuraMi.
Il
sito è stato presentato oggi presso la sede della Fondazione Eni Enrico
Mattei al Palazzo delle Stelline in corso Magenta. Sono intervenuti:
l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, la
professoressa Valeria Bucchetti del Dipartimento di Design del
Politecnico di Milano e Alberto Fontana, membro della Commissione
centrale di beneficenza di Fondazione Cariplo e l’avvocato Cosimo
Palazzo, relatore del progetto “Welfare per tutti” per il Comune.
Il
progetto, di cui il portale è una delle 10 azioni, durerà tre
anni (sino al maggio 2018) con un valore complessivo di 2,5 milioni di
euro. E’ realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariplo (1,3
milioni di euro), il cofinanziamento del Comune di Milano (723.000 euro)
e degli altri partner (498.000 euro), e coinvolge, tra operatori del
Comune e dei soggetti partner, circa un centinaio di persone.
Il
sito presentato oggi è una piattaforma informativa attraverso la quale è
possibile conoscere tutti i servizi esistenti e trovare indirizzi e
contatti degli enti che li erogano. Tra qualche mese, una volta concluse
le procedure di gara per l’affidamento del nuovo servizio, il portale
si trasformerà in una vera e propria piattaforma di orientamento e
intermediazione tra cittadini ed enti erogatori (un market place).
Cosa si trova nel sito.
Si tratta di 300 servizi di diversa tipologia suddivisi per diverse macro aree d’intervento:
1)Sostegno alla famiglia;
2)Benessere della persona;
3)Socializzazione e condivisione;
4)Gestione delle attività domestiche.
Ogni area ha un primo e un secondo livello di specializzazione dell’intervento.
Ad esempio:
1) Sostegno alla famiglia:
Primo livello: educazione e cura di bambini e ragazzi;
Secondo livello: baby sitter, supporto allo studio, consulenza pedagogica, campi estivi, musicoterapia...
2) Benessere della persona:
Primo livello: assistenza e cura della persona;
Secondo
livello: pasti a domicilio, trasporto con accompagnamento, assistenza
personale, assistenza notturna in emergenza, ecc.
3) Gestione delle attività domestiche:
Primo Livello: pulizia della casa;
Secondo livello: Colf, lavanderia a domicilio, stiratura a domicilio, pulizie straordinarie...
4) Socializzazione e condivisione:
Primo Livello: servizi condivisi;
Secondo livello: assistente familiare condivisa (baby sitter, badante), pet sitter, acquisto e consegna spesa e farmaci...
Nel
sito si possono trovare anche la storia di come è nato il progetto, chi
sono nel dettaglio i partner e una sezione chiamata ‘WeMi di tutti’
dove saranno pubblicate interviste ai protagonisti del progetto
(operatori e cittadini), contributi per far conoscere i nuovi servizi.
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Welfare. Assistenza domiciliare, residenzialità, sostegno al reddito: aumentano i servizi del Comune (Milano)
Da: Comunicazione.UfficioStampa@comune.milano.it
Data: 17 aprile 2014 18:38:00 CEST
Oggetto: Welfare. Assistenza domiciliare, residenzialità, sostegno al reddito: aumentano i servizi del Comune
WELFARE. ASSISTENZA DOMICILIARE, RESIDENZIALITÀ, SOSTEGNO AL REDDITO: AUMENTANO I SERVIZI DEL COMUNE
Assessore Majorino: “Ampliamo la platea dei beneficiari per costruire una politica sociale per tutti”
Milano, 17 aprile 2014 – Obiettivo: mille persone in più cui garantire l’assistenza domiciliare. Le Politiche sociali del Comune di Milano cambiano passo e aumentano la platea dei beneficiari, con un piano organico che riorganizza la gran parte dei servizi offerti secondo tre linee guida: potenziamento della risposta ai bisogni; equità nell’accesso ai servizi e nell’assegnazione dei contributi, attraverso l’introduzione dell’Isee come strumento di valutazione della condizione economica; rigore nei controlli per assicurare che assistenza e sussidi siano assegnati a chi ha veramente bisogno.
Tutto ciò sarà attuato senza variare il livello di risorse messe a disposizione dal Comune: anche per il 2014 sono confermati 176 milioni di euro, cui si aggiungerà una quota statale ancora da definire. I provvedimenti per l’assistenza domiciliare, la residenzialità, il sostegno al reddito, il tavolo condiviso per la disabilità e il patto per la salute mentale che costituiscono il documento sul welfare, sono stati presentati oggi alla Giunta comunale che ne ha fissato anche i tempi di attuazione.
“Coerentemente con quanto stabilito nel Piano di sviluppo del welfare – afferma l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – andiamo avanti nella direzione di una politica sociale per tutti. Con gli interventi sull’assistenza famigliare, il sostegno al reddito, le nuove forme di residenzialità ci poniamo l’obiettivo strategico di aumentare la platea dei beneficiari delle nostre azioni non arretrando di un passo sull’impegno delle risorse messe a bilancio. Siamo infatti per una spesa sociale che, nonostante i tagli subiti dal Governo e dalla Regione, ci permette di aiutare più persone. Inoltre stabilizziamo i percorsi di partecipazione riguardanti le disabilità e la salute mentale, convinti che lì non vi siano solo ‘utenti’ di servizi, prima di tutto persone e famiglie da coinvolgere nel nome dei diritti”.
Il nuovo modello di impegno è già partito nell’ambito dell’assistenza alle famiglie, aspetto che integra il sistema della domiciliarità. Da metà febbraio 2014 è già attivo “CuraMI”, il nuovo sportello badanti e baby sitter del Comune di Milano, realizzato in collaborazione con Pio Albergo Trivulzio ed Eureka.
Il servizio garantisce attività operative e attività strategiche, in coerenza con la nuova organizzazione dei servizi domiciliari:
- individua i soggetti che sul territorio svolgono attività formale ed informale di incrocio domanda/offerta;
- provvede alla loro mappatura;
- li coinvolge «in rete» attraverso una connessione via WEB al software di gestione che si sta implementando;
Gli obiettivi dello sportello sono principalmente di mettere in rete degli operatori del settore e di individuare, attraverso la rete, il maggior numero possibile delle 32mila badanti stimate presenti sul territorio. In un solo mese di attività lo sportello ha sostenuto 3.197 colloqui (telefonici e allo sportello) con assistenti familiari, 638 colloqui con famiglie e ha intercettato 39 stakeholders. Ha ricevuto 2776 richieste di informazioni telefoniche, 2030 accessi allo sportello, 391 mail.
Tra le novità del servizio, la possibilità di avvalersi di collaboratrici familiari con orario modulato in base alle esigenze di assistenza e alle possibilità economiche della persona e della sua famiglia: ed esempio, la formula della “badante condivisa” o di condominio, in grado di dedicarsi quotidianamente a più anziani che vivono nello stesso edificio o isolato.
L’offerta si amplia con l’assistenza domiciliare, che fornirà servizi più numerosi e più mirati alle singole necessità, ovvero interventi differenziati a seconda dell’utenza. Nel caso degli anziani, in particolare, saranno adeguati al livello di autosufficienza della persona, che può aver bisogno di un intervento per sé, sociale o assistenziale, o di un aiuto nella gestione delle faccende quotidiane e della casa: pasti e spesa, piccola manutenzione domestica, trasporti con accompagnamento, cure infermieristiche (iniezioni, flebo, somministrazione insulina e terapie salvavita), pedicure curativo, cura degli animali da compagnia, e altri possibili interventi che saranno proposti dal terzo settore. L’11 di aprile è stato pubblicato il bando che riguarda proprio la costituzione dell’elenco di soggetti che forniranno la nuova assistenza domiciliare per tutti.
La nuova assistenza domiciliare partirà il prossimo 1 settembre. Riguarderà gli anziani, ma anche le persone con disabilità, minori, famiglie e adulti in difficoltà. Due i principi introdotti: il primo stabilisce che una regia unica consentirà di limitare la duplicazione e la frammentazione dei servizi offerti; il secondo dispone che i servizi gratuiti continueranno ad essere garantiti senza variazioni di alcun tipo e con la sola verifica delle permanenza dello stato di bisogno del beneficiario (con Isee inferiore a 6 mila euro). In più, chi oggi è lasciato solo nella ricerca di assistenza domiciliare per anziani, minori e persone con disabilità, potrà rivolgersi Comune e ottenere, in regime di compartecipazione commisurata al reddito Isee, servizi finora cercati nell'ambito privato e informale e pagati a prezzi di mercato o in nero.
Attualmente sono circa 5.500 le persone (minori, anziani e persone con disabilità) assistite a domicilio con una spesa complessiva di 14, 7 milioni di euro a carico del Comune attraverso una pluralità di interventi specifici capaci di rispondere ai bisogni dell’utenza: teleassistenza, visite quotidiane, collaborazione familiare con badante, ascolto, igiene personale e dell’abitazione, pasti a casa, spesa, trasporto a accompagnamento a visite mediche, attività motorie e fisioterapia,.
Con il nuovo sistema di servizi ci poniamo un obiettivo concreto e importante: aumentare fin da subito del 15% il numero degli anziani (l’utenza con maggior domanda di servizi) cui garantire l’assistenza domiciliare, per arrivare con il nuovo anno a mille persone in più.
Il secondo intervento ad essere adottato in ordine di tempo riguarda il sostegno al reddito. A luglio si prevede di pubblicare il bando del “Patto di riscatto sociale”, il nuovo strumento di assegnazioni di contributi a persone disoccupate, con o senza minori a carico, in cambio dell’impegno da parte del beneficiario a seguire un programma di interventi di inclusione sociale attiva per sé (formazione e ricerca di un lavoro) e di volontariato per la comunità. Il contributo di 1.200 euro sarà assegnato a coloro che possiedono un Isee inferiore a 6.000 euro. Tale livello è esattamente il doppio rispetto alla soglia di povertà indicata dal Governo per la “social card” che richiedeva un Isee non superiore a 3.000 euro. Il patto di riscatto sociale permetterà di aiutare 2.041 famiglie. La spesa complessiva assegnata a questa nuova azione contro la povertà è di 2.450.000 euro. Milano è la prima città a livello nazionale a proporre tale tipo di azione contro la povertà. La prossima settimana il Patto per il riscatto sociale e le altre misure per il sostegno al reddito saranno presentati al Ministro per il Lavoro e le Politiche sociali Giuliano Poletti. Con il bilancio di quest’anno, la quota erogata dall’Amministrazione Pisapia per il sostegno al reddito raggiungerà 100 milioni di euro.
Il terzo intervento previsto dal Piano riguarda la residenzialità temporanea cosiddetta ‘leggera’ ovvero all’accoglienza di anziani, persone con disabilità, mamme con bambini, adulti in difficoltà, in abitazioni come al alternativa alla sistemazione in strutture comunitarie come Rsa, comunità per minori, dormitori. Il Comune intende reperire 250 appartamenti, per ospitare temporaneamente (da sei mesi fino a due anni) circa mille persone all’anno, tramite un bando che partirà alla fine dell’estate. Questa operazione, oltre a un miglioramento del servizio in termini di accoglienza e accompagnamento della persona, consentirà al Comune di assistere lo stesso numero di persone con un risparmio stimato di 2,5 milioni di euro, che saranno reinvestiti sempre nell’ambito delle politiche sociali.
L’attuale costo per la collocazione in strutture di residenzialità ‘pesanti’ (istituti, Residenze sanitarie assistenziali; Residenze sanitarie disabili) è di 4 milioni annui. Le attuali tariffe per residenzialità leggera in appartamenti variano dai 22 ai 29 euro pro capite; le medesime in residenzialità ‘pesante’ variano dai 59 ai 90 euro. Per un posto di residenzialità pesante risparmiato si ottengono risorse per 2/3 posti per la residenzialità in appartamento.
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