"LA VITA CHE NON CIE" da oggi è visibile online gratuitamente.
Su youtube i tre corti di Alexandra D'Onofrio sui centri di
identificazione ed espulsione (CIE) prodotti da Fortress Europe nel
2012.
Lo avevamo deciso da tempo. Ma abbiamo anticipato l'uscita dopo i fatti gravissimi dell'ultimo mese.
SPAGNA, 6 febbraio: Ufficiali della Guardia civil aprono il fuoco su un
centinaio di giovani che tentano a nuoto di aggirare la frontiera di
Ceuta, e uccidono 14 persone. (
http://fortresseurope.blogspot.com/)
GRECIA, 19 gennaio: qualche "giustiziere" della guardia costiera greca
pensa bene di speronare una barca di siriani e afgani davanti all'isola
di Farmakonisi, nel Dodecaneso, uccidendo così 9 donne e 3 bambini. (http://fortresseurope.blogspot.com/)
Domanda. Perché l'Europa è pronta ad uccidere pur di fermare poche
migliaia di persone che tentano di varcare i suoi confini dal
Mediterraneo, quando da ormai sette anni (01/01/2007) ha aperto le
frontiere a milioni di lavoratori dell'est europa (Romania e Polonia in
primis) e più recentemente (dal 2010) a milioni di lavoratori dei
Balcani (Albania in primis)?
Seguendo lo stesso ragionamento: perché l'Europa spende miliardi di euro per le espulsioni se l'obiettivo non sono i rimpatri?
Secondo i dati MEDU, dai CIE italiani nel 2013 sono stati espulsi l'1%
dei lavoratori senza documenti: 2.749 rimpatri a fronte di 300mila
lavoratori senza documenti che vivono in italia.
Possibile che
poche migliaia di arrivi via mare alterino davvero i flussi migratori
sul mercato del lavoro europeo, a fronte di milioni di lavoratori in
libera circolazione dall'est Europa?
Possibile che l'ipotesi
chiusura dei CIE sconvolga i dati sulla presenza di lavoratori senza
documenti, visto che di fatto le espulsioni coinvolgono solo l'1% di
quella popolazione?
La verità è che vuoi per motivi culturali,
vuoi per motivi di diritto, vuoi per motivi di efficienza, la soluzione è
una sola: libertà di circolazione.
E per questo motivo
mettiamo online il film di Alexandra, perché queste storie circolino il
più possibile. Aiutateci voi con il passaparola. Perché se prima non
cambiamo il racconto della frontiera, la sua estetica diciamo, non
potremo poi cominciare a parlare di libertà di movimento.
Smettete di credere che dal Mediterraneo arrivi l'invasione. E smettete
di credere che le espulsioni siano strumenti di governo delle
emigrazioni. Per un semplice motivo: non è vero.
VEDI QUI:
http://www.youtube.com/watch?v=hXDdeYwytyw
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