AssociazioneLucaCoscioni - Abbiamo fermato la legge del Governo!
Ce l’abbiamo fatta!
Grazie al contributo di volontari e volontarie, delle persone che hanno firmato, di chi ha organizzato tavoli, distribuito materiali, parlato con amici e conoscenti o semplicemente scelto di esserci, abbiamo ottenuto un primo risultato importante: la proposta di legge del Governo è stata rimandata in Commissione.
È una buona notizia, ed è anche merito tuo.
In queste settimane abbiamo organizzato oltre 170 tavoli in tutta Italia, grazie all’impegno di 590 volontari e volontarie, e abbiamo raccolto oltre 25.000 firme tra tavoli fisici e firme online.
Ma la battaglia non è finita.
Il testo, infatti, non è stato né formalmente ritirato né rivisto. Questo significa che il rischio resta aperto: quel disegno di legge continua a rappresentare un tentativo di restringere i diritti sul fine vita conquistati in questi anni grazie alle disobbedienze civili, alle azioni legali e all’impegno di tantissime persone in giro per l’Italia.
Per questo non possiamo fermarci ora.
Nelle prossime settimane continueremo a seguire da vicino l’iter parlamentare e a costruire nuove occasioni di mobilitazione, informazione e pressione pubblica.
Ti manderemo aggiornamenti sui prossimi passi.
In Lombardia, Piemonte, Lazio e Calabria, siamo invece già attivi per riportare in Consiglio Regionale la proposta di legge “Liberi Subito” sul fine già approvata in Toscana e Sardegna.
Intanto, volevamo dirti una cosa semplice ma importante: grazie.
Senza il tuo aiuto, questo risultato non sarebbe stato possibile.
A presto,
Matteo Mainardi e Alice Spaccini
Associazione Luca Coscioni
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Non è lo spettro a essere collassato. Cosa rivelano davvero le parole di Uta Frith sull'autismo - Vita.it
L'articolo (scritto da un gruppo di autistici) analizza criticamente le recenti dichiarazioni della importante ricercatrice Uta Frith, la quale sostiene che la categoria dell'autismo sia ultimamente"collassata" a causa di un'eccessiva estensione dei criteri diagnostici.
1. Il superamento dei vecchi modelli teorici
Il problema della doppia empatia: Formulata da Damian Milton, questa teoria suggerisce che il fraintendimento sia reciproco tra persone autistiche e non autistiche, piuttosto che un deficit unilaterale di empatia.
2. La questione del "collasso" dello spettro
Frith propone di scindere l'autismo in due categorie: l'autismo "vero" (diagnosticato precocemente, spesso con disabilità cognitiva) e un secondo gruppo di giovani adulti "ipersensibili" che dovrebbero ricevere una diagnosi differente.
3. Delegittimazione del masking e dei bisogni sensoriali
Un punto particolarmente controverso riguarda il masking (lo sforzo costante di mimetizzarsi per evitare lo stigma). Frith sostiene che "tutti mascheriamo", ma gli articolisti replicano che per gli autistici il masking è una performance incessante e un fattore di rischio primario per il burnout autistico.
4. Resilienza e privatizzazione della sofferenza
Le soluzioni proposte da Frith — come puntare sulla resilienza individuale o sul "buon senso" degli insegnanti — vengono interpretate dagli scriventi come un tentativo di spostare il problema dalle strutture alle persone.
In sintesi, la critica suggerisce che a essere "collassata" non sia la categoria dell'autismo, ma la pretesa di definirla esclusivamente dall'alto, senza includere le prospettive e i diritti di chi lo vive quotidianamente.