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9/5 CENA E MUSICA PER IL CEAS




PIU' FORTI DELL'ACQUA - UNA DONAZIONE PER IL CE.A.S. (ALLUVIONATO)


segreteria@ceasmarotta.it

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Il Ce.A.S. augura a tutti Buone Feste e vi ringrazia per l’aiuto durante l’emergenza alluvione. Riportiamo qui la lista aggiornata dei materiali andati perduti.
Con l’aiuto di tutti saremo PIU’ FORTI DELL’ACQUA!
Ci piacerebbe rimanere in contatto con chi ci è vicino in questi giorni, scrivici il tuo indirizzo o la tua mail nel bonifico oppure contattaci a segreteria@ceasmarotta.it
Se vuoi fare una donazione:
Banca prossima
IT08R0335901600100000000470
Ceas centro Ambrosiano di Solidarietà ONLUS
Causale: Esondazione lambro 2014
Banca Etica
IT24H0501801600000000110249
Ceas centro Ambrosiano di Solidarietà ONLUS
Causale: Esondazione lambro 2014




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10/12 CEAS: CONFERENZA STAMPA - PER RIALZARCI DOPO L'ESONDAZIONE DEL LAMBRO

RACCOLTA FONDI PER IL Ce.A.S. (Centro Ambrosiano di Solidarietà ONLUS)

segreteria@ceasmarotta.it
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Una seconda esondazione ha colpito il CeAS più forte della prima, l’acqua è arrivata violenta distruggendo il poco che aveva lasciato intatto la prima volta. La furia dell’acqua è stata così forte che ha distrutto dei muri e divelto alcune porte e non sembra voler smettere di piovere. Noi vogliamo gridare forte che siamo #PiùFortiDellAcqua, ma abbiamo bisogno dell’aiuto e della solidarietà di ognuno di voi per vincere la partita, scendi in campo!
Per chi volesse fare una donazione, può dare il suo contributo tramite:
Banca prossima
IT08R0335901600100000000470
Ceas centro Ambrosiano di Solidarietà ONLUS
Causale: Esondazione lambro 2014

Sono benvenuti volontari per spalare, ripulire e rimettere in sesto tutti gli spazi del centro. Responsabile delle squadre volontari: Francesco Casali: 393.9015594

IL CE.A.S DOPO L'ULTERIORE PIENA. AIUTO!

#Ce.A.S: foto oggi della nostra sede allagata al parco ‪#‎Lambro‬.

SOLIDARIETA': IL CE.A.S. ALLUVIONATO CHIEDE AIUTO!


















Il maltempo di questi giorni ha colpito tanti luoghi della nostra città. Lo ha fatto per l’ennesima volta. E lo ha fatto in maniera più o meno violenta. Ha toccato Niguarda, con il Seveso che per l’ennesima volta è esondato. Ha colpito anche il quartiere Isola. Ed è arrivato a investire anche il Parco Lambro. Già altre volte le comunità che lì hanno trovato casa erano state evacuate per precauzione. Questa volta invece le preoccupazioni sono diventate realtà.
Quando, il giorno dopo, sono arrivato alla sede del CeAS, quel Centro Ambrosiano di Solidarietà che amo e sostengo da tempo, ho provato una forte emozione. Il CeAS è un piccolo esempio di solidarietà vera e di coesione sociale. Lì vi abitano tante persone, molto diverse da loro, tutte segnate da qualche fragilità, che insieme convivono e cercano, ognuno a suo modo, di ritrovare l’autonomia. Ecco, ieri, mi sono ritrovato di fronte ad almeno 80 centimetri di acqua che ricoprivano i tanti luoghi che compongono questo “Villaggio solidale”. Sommerse le case delle famiglie in difficoltà abitative, sommersi gli spazi comuni dove i più piccoli giocavano e i più grandi studiavano, sommersi gli uffici di educatori e volontari, sommersa la cucina dove le donne rom ospiti del CeAS avevano iniziato un progetto di panificazione cui tengo particolarmente.
Sommerso, e completamente rovinato, anche il campo da calcetto in erba sintetica posto al centro degli spazi del CeAS. E questa perdita, per quanto possa sembrare marginale di fronte ad un disastro ben più grande, è una perdita che mi ha colpito particolarmente. Questo era il campo su cui è nato il primo Inter Campus in Italia, voluto, sostenuto e sempre seguito dalla stessa famiglia Moratti. Qui, seguiti da allenatori competenti e, a volte, anche da grandi campioni, giocavano i ragazzi accolti dal CeAS, ma anche altri giovani provenienti da realtà d’accoglienza e dal territorio. Era un esempio della convivialità delle differenze, di quando sia faticoso, ma soprattutto, bello e arricchente stare insieme, creando occasioni di incontro, conoscenza e divertimento.
Di fronte a questo triste spettacolo, la forza di reagire me l’hanno trasmessa innanzitutto gli operatori, i volontari e gli ospiti del CeAS, con la dignità con la quale hanno affrontato l’evacuazione, con la pazienza con cui hanno accettato una sistemazione provvisoria e inadeguata, con la voglia di darsi da fare per rimettere tutto a posto. Come era prima.
I danni però sono tanti, dal riscaldamento agli impianti, dai pavimenti ai mobili. Le spese che andranno affrontate rischiano di mettere in discussione la sostenibilità economica del CeAS, già segnata dai ritardi dei pagamenti delle rette da parte degli enti pubblici. Quello che hanno creato due giorni di piogge è un disastro che il CeAS non può affrontare da solo. Il rischio, altrimenti, è la chiusura. Per continuare, questa preziosa esperienza, ha bisogno dell’aiuto di tutta la città, a cominciare dal Comune che si è mostrato subito vicino con la visita dell’assessore Granelli.
Non sono parole di recriminazione, le mie, ma una paziente richiesta. È una domanda che nasce spontanea, un appello accorato fatto con le maniche rimboccate di chi, oltre a chiedere, ha già iniziato a darsi da fare. Al CeAS hanno già cominciato a farlo. Io, da parte mia, voglio innanzitutto mettere a disposizione la mia voce e affermare forte: “Salviamo il CeAS”. Ci stiamo avvicinando al derby di Milano con Milan e Inter che faranno del loro meglio per vincere la sfida in programma fra una settimana. Ecco, sogno di vedere la stessa passione che anima la stracittadina, lo stesso coinvolgimento, lo stesso impegno nel dare un contributo, piccolo o grande, come volontari o come donatori, per salvare il CeAS. E il suo campo da calcio dove in tanti, prima che arrivasse l’acqua a portarselo via, si sono sentiti tanto bene da immaginare di essere a San Siro. Quel rettangolo di gioco è il simbolo di un progetto d’accoglienza che merita di continuare.

Don Virginio Colmegna (Repubblica)

http://video.sky.it/news/cronaca/maltempo_lombardia_le_parole_di_don_virginio_colmegna/v221218.vid

http://video.sky.it/news/cronaca/maltempo_lombardia_esonda_il_fiume_lambro/v221229.vid

IL CEAS CERCA LOGOPEDISTA VOLONTARIO


Antonio Catalano dal 10 maggio al Piccolo con "Storie di pane"

 
Mag 8 alle 5:18 PM

La magia del pane, elemento fondamentale della nostra alimentazione, arriva alla Scatola Magica del Teatro Strehler con il progetto di Antonio Catalano, Storie di pane.
Per due weekend, sabato 10 maggio (ore 11 e 15), domenica 11 maggio (ore 11), sabato 17 maggio (ore 11 e 15) e domenica 18 maggio (ore 11), le tradizionali pagnotte si trasformano in vere e proprie opere d’arte, divenendo protagoniste assolute dell’incontro-spettacolo, sotto l’attento sguardo e l’attiva partecipazione dei bambini, a partire dai cinque anni, e dei loro genitori.
Il progetto è sviluppato in collaborazione con il Centro Ambrosiano di Solidarietà.  In occasione della manifestazione, presenteremo l'esperienza del Vilaggio solidale e del Laboratorio di produzione di pane e dolci nato per valorizzare le competenze delle donne Rom ospiti al Ce.A.S., creando le premesse per delle prospettive di lavoro. Il Ce.A.S. ringrazia per il prezioso aiuto l'artista Antonio Catalano e il Piccolo Teatro.
Ecco ciò che mi affascina del panettiere – racconta Catalano, ricordando il lavoro del padre, Rocco  - le mani, quelle mani che agitandosi nell' aria e nella pasta creano forme: lunghe, corte, a fisarmonica, schiacciate... come opere d' arte, da mangiare però! Ho pensato a questo "museo" come a un'esplorazione nei miei ricordi d'infanzia, dove il pane era l'unico cibo quotidiano, dove il pane è mio padre, artista sensibile dell' arte bianca. Un contenitore di storie, racconti, immagini, canzoni e avventure poetiche così si struttura il progetto, al fine di narrare e ricreare quel mondo di convivialità che è proprio dell’uomo. Il percorso ha inizio con l’incontro-spettacolo Storie di pane, dove questo elemento primordiale ed essenziale nelle sue svariate forme e dimensioni viene rivalutato, riposizionato e risignificato, incantando e stimolando la fantasia del pubblico. Si prosegue con il laboratorio a cura di Simona Catalano Parole di pane: insieme ai bambini sarà possibile creare divertenti ricette poetiche a base di parole tratte dall’universo del pane e del cielo, nonché impastare e immaginare fantasiose imprese tutte fatte di pane. A concludere questo viaggio è un importante momento di condivisione con la collaborazione delle donne rom del Centro Ambrosiano di Solidarietà Onlus e della Casa della Carità, le quali offriranno al pubblico il loro pane.
Universi sensibili è il nome che l’artista e artigiano Catalano ha dato al suo lavoro e al suo mondo, fatto di esplorazioni e provocazioni tra teatro e arti visive. In collaborazione con la Casa degli Alfieri, organismo di ricerca progettuale nell’ambito dell’arte, Antonio Catalano persegue, in questo come in altri progetti, l’idea di creare incontri artistici con spett-attori di ogni età, provocando l’emozione e la meraviglia. Puntare sulla rivalutazione del banale, questo genera lo stupore: l’uso della pittura e della scultura, di oggetti quotidiani presi fuori dal loro contesto, crea mondi immaginifici con fantasiosi e divertenti accostamenti.
Biglietto di ingresso per i bambini: 10 euro; ingresso gratuito per un adulto accompagnatore
Info e prenotazioni tel. 848.800.304
Piccolo Teatro Strehler, Scatola Magica
sabato 10 maggio 2014,  ore 11 e 15
domenica 11 maggio 2014, ore 11
sabato 17 maggio 2014, ore 11 e 15
domenica 11 maggio 2014, ore 11

Storie di pane
un progetto della famiglia d’arte Magopovero Casa degli Alfieri – Universi sensibili
con Antonio, Matteo e Simona Catalano
testi e scenografie Antonio Catalano
Incontro spettacolo 
Storie di Pane
di Antonio Catalano
con Matteo e Antonio Catalano
Laboratorio 
Parole di pane
a cura di Simona Catalano
organizzazione Claudia Ponzone
amministrazione Franca Veltro