ERNESTO BALDUCCI - L' UOMO PLANETARIO

 



Sono orgoglioso di aver ascoltato già 40 anni fa di persona Padre Balducci, invitato più volte dall’ associazione AMI di cui facevo parte. Un messaggio oggi ancora più attuale di allora.

Paolo

 

Tomaso Montanari, nel suo intervento sulla visione di Ernesto Balducci e l'"uomo planetario", offre una sintesi del pensiero di Balducci e della sua rilevanza contro i nazionalismi.

L'essenza dell'"uomo planetario" secondo Balducci:

• Balducci concepisce l'"uomo planetario" come un "uomo universale" che non necessita di definirsi attraverso appartenenze limitate come la nazione.

• Questa idea emerge in un contesto storico (gli anni '80) in cui la centralità della persona umana sancita dalle costituzioni post-belliche veniva soppiantata dalla logica del mercato e della sudditanza al denaro.

• La visione di Balducci, definita "profetica", anticipa un futuro costruito superando la "cecità dei contemporanei".

• Montanari cita il mistico Ibn Arabi, secondo cui l'"uomo universale" porta in sé il seme di tutti gli esseri, è capace di abbracciare tutte le verità e rappresenta la pienezza del mondo e il rappresentante di Dio sulla terra.

• Un aspetto fondamentale è la capacità di appartenere a tutte le culture e religioni, non di non appartenere a nessuna. Il multiculturalismo non è distruzione delle identità, ma la capacità di sentirsi parte di tutte.

• Questa visione implica anche una rinuncia al dominio dell'uomo sul mondo a favore della custodia del "giardino". L'esempio del contrasto tra il "questa terra ci appartiene" dei coloni israeliani e il "noi apparteniamo a questa terra" dei palestinesi illustra questa tensione tra possesso e appartenenza universale.

Implicazioni contro i nazionalismi:

Negazione della fedeltà nazionalistica: Montanari riprende la definizione di Umberto Eco sull'università come "il contrario del nazionalismo". L'università dovrebbe educare a un'"umanità nuova" in cui l'unica appartenenza sia quella umana, superando divisioni di tipo nazionale, religioso o di genere. Le tendenze a ricondurre le università a logiche nazionalistiche sono viste come una negazione della loro essenza.

Superamento delle identità esclusive: L'"uomo planetario" non si definisce tramite identità nazionali o culturali esclusive; l'identità primaria è quella umana, che include la potenzialità di appartenere a tutte le identità.

Critica all'eurocentrismo: Balducci, tramite la citazione di Ibn Arabi, critica la presunzione eurocentrica, definendo Hegel un "pensatore provinciale della tribù prussiana". La prospettiva dell'"uomo planetario" invita a considerare il mondo da altri punti di vista, superando la centralità occidentale.

• Rifiuto del ripiegamento nazionalistico (esempio di Israele): Balducci, in linea con Primo Levi e Raniero La Valle, critica l'involuzione dello stato di Israele come un pericolo per l'ebraismo internazionale. Il ripiegamento sulla propria diversità e la ricerca di una sicurezza territoriale esclusiva sono visti come un'infedeltà regressiva rispetto alla vocazione universalistica dell'ebraismo. Montanari sottolinea come Balducci avesse già individuato le "due linee perverse" dello stato di Israele: il riferimento alla Palestina come terra promessa in conflitto con la concezione islamica e il complesso europeo, ovvero il paradosso di fondare uno stato in Europa per poter essere europei. Viene evidenziato anche l'uso strumentale dell'antisemitismo per reprimere la libertà di parola e la critica verso politiche che subordinano la cittadinanza al riconoscimento del diritto di Israele ad esistere.

Contrasto alla retorica nazionalistica contemporanea: Il libro di Balducci è attuale perché "inattuale", negando lo stato di cose stabilito e offrendo uno strumento per scardinarlo intellettualmente. Montanari critica la riemersione violenta del nazionalismo occidentale e le nuove indicazioni scolastiche che affermano l'esclusività della conoscenza storica occidentale, viste come una preparazione alla guerra. Questa retorica nazionalistica si contrappone all'idea dell'"uomo planetario" che promuove la "comunione creaturale" e il disarmo.

Invito a guardare con gli occhi dell'altro: Un aspetto cruciale è la capacità di guardare sé stessi con lo sguardo dell'altro, superando i confini nazionali e culturali. Montanari richiama le riflessioni di Virginia Woolf sull'università come luogo che dovrebbe insegnare a comprendere la mente dell'altro e di Edward Said sull'illusione di identità singole ed esclusive. L'idea è di uscire dai confini dell'identità nazionale e occidentale per abbracciare una vera identità umana, che non nega le specificità ma le include in un'appartenenza universale.

In conclusione, la visione balducciana dell'"uomo planetario" rappresenta una sfida radicale ai nazionalismi, proponendo un'identità umana universale basata sull'appartenenza al mondo intero, sulla comprensione reciproca e sulla rinuncia a logiche di dominio e di esclusione. Questa prospettiva è considerata da Montanari di straordinaria attualità per affrontare le sfide globali contemporanee e superare le derive nazionalistiche e conflittuali.